Usa - Possibile revisione del processo per gli Angola 3

E’ di pochi giorni fa la notizia che il giudice Christine Nolan potrebbe annullare il vecchio processo nei confronti di Woodfox e Wallace degli Angola 3, due militanti del Black Panther Party in isolamento da oltre 30 anni nel carcere di Angola, descritto da molti come una piantagione di schiavi dove i reclusi sono costretti a lavorare nei campi di soia e cotone.
Sono entrambi accusati di aver ucciso una guardia. Woodfox era dentro con una condanna a 50 anni per rapina a mano armata.
La decisione del giudice Nolan è dovuta alle diverse irregolarità commesse dall’accusa e dal precedente giudice.
Vari testimoni sono morti prima della conclusione del processo, incluso un testimone chiave. Un altro avrebbe deposto in cambio di uno sconto di pena. I vestiti con le macchie di sangue sulle quali si basavano alcune teorie dell’accusa sono stati persi prima della conclusione del
processo.

Un’altra figura importante in questa vicenda è quella di Robert King Wilkerson, anche lui detenuto ad Angola, anche lui degli Angola 3, il cuore delle Pantere Nere nel carcere di Angola. Da quando è uscito nel 2001, R. K. Wilkerson sta continuando a battersi per la difesa dei suoi due compagni di lotta e per i diritti degli altri prigionieri. Robert ha passato 29 anni in isolamento totale.

Nel 1971 le Pantere Nere erano viste come una seria minaccia alla struttura di potere statunitense, sia per l’attività nelle città, sia per quella nelle prigioni.

Wallace e Woodfox, membri delle Pantere Nere, dal primo giorno di carcere iniziarono a portare la lotta nella struttura, organizzando i prigionieri, facendo corsi di formazione politica e utilizzando la disobbedienza civile per ottenere migliori condizioni di detenzione.

L’operato delle Pantere Nere cambiò radicalmente la vita in carcere, migliorarono le condizioni di base, si fermarono le aggressioni sessuali e si strinsero alleanze tra diversi gruppi di prigionieri.
Dalla testimonianza di un recluso di Angola: “Durante la notte c’erano dibattiti, ragazzi dentro che si confrontavano, che tenevano corsi di storia, che discutevano di come mai ci si trovasse nella situazione in cui ci trovavamo”

Nel 1972, poco dopo aver iniziato a organizzare i detenuti nel carcere di Angola, Wallace e Woodfox furono accusati di aver ucciso una guardia e condannati da una giuria di soli bianchi. I due proclamarono sempre la propria innocenza, corroborata da prove evidenti come impronte digitali lasciate col sangue sulla scena del delitto che non corrispondevano alle loro, testimoni che ritrattavano e via dicendo. Robert King Wilkerson si unì alle Pantere Nere quando era nel carcere di Orleans Parish, di conseguenza venne trasferito alla prigione di Angola dove venne messo in isolamento (23 ore al giorno senza contatto umano). Successivamente si venne a sapere che quella misura gli era stata data per un’aggressione che non avrebbe neanche potuto aver commesso perché quando avvenne lui non era ancora in quel carcere. Venne successivamente accusato dell’omicidio di un prigioniero, in un processo che fu inizialmente annullato poiché il giudice autorizzò che gli venisse tappata la bocca con lo scotch durante l’udienza.

Dopo 29 anni di isolamento ottenne una revisione del processo, ma l’accusa, per evitarla, gli offri il patteggiamento e uscì nel 2001.
Uscito dal carcere si sta occupando del sostegno legale ai prigionieri ancora dentro Angola. Spesso dice “Mi sono liberato da Angola, ma Angola non si libererà mai di me”.

Mer, 25/06/2008 – 11:33
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