Torino - Dentro e fuori da una gabbia | Comunicato di solidarietà
fonte macerie
1/Una mattina qualsiasi (in una gabbia)
31 maggio. Proprio nella stessa sezione dove è la settimana precedente era morto Hassan, le guardie entrano con i manganelli e si avventano su due reclusi. Uno lo spogliano, lo ammanettano mani e piedi e lo riempiono di manganellate. L'altro pure se le prende, ma da vestito. La colpa contestata ai due era di correre nelle gabbie - di giocare ad evadere. Uno dei due viene trasportato fuori e si pensa verrà arrestato. La notizia esce e in pochi minuti comincia a muoversi la catena della solidarietà. Ancora una volta i centralini dei responsabili del centro vengono inondati di telefonate e dopo un'oretta il ragazzo ritorna, livido, nella gabbia coi suo compagni.
2/Un corteo e un presidio (fuori dalla gabbia)
31 maggio. Nel pomeriggio un corteo parte da piazza Sabotino, per dirigersi verso il Cpt. Centinaia di persone, italiani e stranieri, sfilano chiedendo la chiusura del Centro e libertà di movimento per tutti. Intanto, un gruppo di antirazzisti comincia a radunarsi sotto le mura del lager torinese, ad urlare "libertà", a parlare con i reclusi, ad esplodere mortaretti e fuochi d'artificio. Prima in pochi, poi diventano centinaia pure loro, fino all'arrivo di molti dei partecipanti al corteo, che si è concluso a qualche centinaia di metri di distanza. Da dentro rispondono, telefonano ed urlano: "basta fascismo: spaccate tutto, liberateci".
Fenix per Torino Squatter
Comunicato di Solidarietà
Nel CPT di Torino il 24 Maggio è morto Hassan Nejl.
Solidarietà ai prigionieri del Lager di c.so Brunelleschi . Il CPT ha fatto un'altra vittima.
Questa bella creazione dei governi di sinistra –Legge Turco/Napolitano e di destra Legge Bossi/Fini funziona proprio come un Lager Nazi fascista o un Gulag comunista.
Quelli di nuova generazione che i cinesi costruiscono per i Tibetani si chiamano Lao-Gai, noI li chiamiamo CPT. Forse ora cambieranno sigla e li denomineranno CIE Centri di Identificazione ed Espulsione- una definizione soltanto un po’ meno ipocrita. Ma restano buchi neri nella città, feudo di sbirri e croci rosse.
Terra di Stato, terra di nessuno dove spadroneggia la violenza istituzionalizzata .
Intanto il ministro degli esteri si prodiga per trasformare in reato l’essere clandestino in quanto stato di merda.
Gettando definitivamente la maschera del Centro di Permanenza Temporanea e svelando il campo di concentramento. Chi avesse ancora dei dubbi di fronte ad un’altra morte assurda -ed un altro assassinio di Stato- li può sciogliere.
Chi tiene ancora a cuore l’idea e la pratica della libertà non può non manifestarsi contro questa atrocità.
Torino 31 Maggio 2008
Fenix per Torino Squatter
STRANIERI OVUNQUE!
OVUNQUE STRANIERI

