Migranti - Sequestro di viveri e carburante per respingere i barconi

fonte: peacereporter
Italia - 27.6.2008

Ecco come alcune unità dell'agenzia europea costringono le barche dei clandestini a invertire la rotta. Le ammissioni della Guardia di Finanza e del direttore di Frontex, l'agenzia europea per il pattugliamento delle frontiere esterne, in un documentario di Herzog per la radio tedesca.

Frontex toglie viveri e carburanti dalle navi dei migranti nel Mediterraneo per costringerli a tornare indietro a loro rischio e pericolo. È quanto emerge dall'ultimo documentario radiofonico di Roman Herzog, Guerra nel Mediterraneo, messo in onda dalla Radio Pubblica Tedesca (Ard) il 22 giugno 2008 e presentato in versione italiana a Palermo. Lo ammettono la Guardia di Finanza italiana e il direttore esecutivo della Frontex Ilkka Laitinen. Sui respingimenti in mare però le autorità degli Stati membri sarebbero divise. Priorità al soccorso per gli italiani, pugno di ferro da parte della Germania. Il Capo della Centrale operativa della Guardia di Finanza a Roma, Colonnello Francesco Saverio Manozzi, dichiara nel documentario: “In ambito comunitario ci sono diversità di vedute. Noi italiani abbiamo un approccio garantista.
Prima si salvaguarda la vita umana, poi si reprime. Altri paesi invece utilizzano il termine diversion che significa, costringere qualcuno a tornare a casa”. E il punto è come si intende costringerlo. “Abbiamo assistito – continua Manozzi - in incontri ufficiali a concetti operativi che hanno trovato anche testimonianze in carte scritte, dove si intende contrastare l'immigrazione clandestina salendo al bordo dei barconi, togliendo viveri e carburanti. Per cui, l'immigrato a quel punto o prosegue avanti in condizioni …, oppure torna indietro”. Una pratica secondo Manozzi particolarmente diffusa tra le unità tedesche.

Le dichiarazioni della Guardia di Finanza mettono una nuova luce sulla missione di pattugliamento congiunto del Canale di Sicilia, Nautilus III, iniziata a maggio. In un comunicato stampa Frontex stessa ammette che “l'avvio della missione era rimasto in sospeso a causa di una serie di divergenze di opinioni su chi dovesse ricadere la responsabilità dei migranti salvati in mare”. L'accordo raggiunto prevede che “i migranti salvati nelle acque di ricerca e soccorso libiche saranno riportati in Libia”.Il direttore di Frontex conferma. “Se esiste qualsiasi mezzo legale per fare tornare al porto di partenza le persone che cercano di oltrepassare i confini, viene applicato.” E alla domanda sui conflitti tra unità italiane e tedesche risponde: “I singoli Stati membri interpretano le leggi diversamente. Alcuni sono più disposti a respingere, non dico che è illegale, semplicemente interpretano le leggi diversamente. Altri Stati hanno ordini di non praticare questo modus operandi in nessuna forma”.

E quando nel documentario il giornalista chiede se sia vero che unità di Frontex tolgano viveri e carburante ai migranti per costringerli a invertire la rotta, Laitinen non smentisce: “Frontex redige piani operativi. Per i singoli piani operativi sono responsabili soltanto gli Stati membri partecipanti e ogni singolo capitano che prende le decisioni. Questo tipo di istruzioni per i casi più frequenti è, però, messo per iscritto nel piano operativo e viene confrontato con le norme giuridiche per assicurare che gli interventi si svolgano in questa forma. So che ci sono dei casi nelle acque internazionali dove si tratta principalmente di salvare vite umane. Il modo di effettuare questo consiste nell’assicurare il ritorno sicuro al porto di partenza. A questo fine saliamo a bordo per verificare che dispongano di salvagente, di acqua e viveri, e sufficiente carburante per tornare indietro, e spieghiamo la forma migliore per risolvere il problema.” Secondo dati ufficiali riportati dalla Guardia di Finanza, Frontex ha respinto 42.000 migranti e rifugiati in tutto il mare Mediterraneo da gennaio a novembre 2007.
Guerra nel Mediterraneo analizza la politica europea di immigrazione dopo il 1998 e mostra come dal 1999 la Comunità Europea abbia finanziato la costruzione di una ventina di campi di detenzione per migranti negli Stati nordafricani.

Mar, 01/07/2008 – 10:03
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