Repressione e solidarietà

Repressione, news e solidarietà

Niente accade per caso - Solidarietà a Sergio e Alessandro

Niente accade per caso, Solidarietà a Sergio e Alessandro

Il sabotaggio colpisce il padrone attraverso il rallentamento del lavoro,rendendo invendibili i prodotti fabbricati, immobilizzando o rendendo inutilizzabili gli strumenti di produzione
E. Pouget

A pochi giorni dal G8 dell’Aquila e subito dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza, la pm Manuela Comodi, della procura di Perugia, con la complicità dei ROS (ma che novità)ha fatto partire l’operazione Shadow,
arrestando due compagni Sergio e Alessandro, indagando una quarantina di persone e perquisendo altrettante abitazioni.

Numeri spettacolari per un’operazione che voleva essere spettacolare, come del resto ci ha abituato la procura di Perugia, e che con la complicità della stampa ha già sbattuto i mostri in prima pagina ipotizzando una tentata strage...

E così tutti sono contenti: prima del G8 e subito dopo la strage di Viareggio, costringere qualche anarchico in galera è sempre una buona ricetta per la conservazione dell’ordine democratico....

Intanto la strategia della repressione preventiva (purtroppo) fa un altro passo in avanti, sottraendo due compagni ai propri cari e affetti per chissà quanto tempo, senza colpo ferire.

Lo strumento è sempre il solito, il 270 bis, sempre più una prassi per quelle procure che vogliono colpire
quanti non si arrendono e continuano a mostrare la propria rabbia e determinazione a sabotare questo mondo in cui la guerra è pace, il razzismo e le ronde protezione, gli omicidi sul lavoro incidenti e chi lotta pericoloso e da isolare. E così come in altre inchieste i rapporti personali diventano prove di un associazione e giornali
strumenti di propaganda, e ogni momento della vita viene analizzato in chiave penale.....

In questa corsa alla mistificazione tipica di ogni regime democratico totalitario, vogliamo ribadire la nostra completa e totale solidarietà a Sergio e Alessandro, e a tutti e tutte le indagate in questa nuova operazione come a tutti i prigionieri e prigioniere rivoluzionarie.

La solidarietà e la vicinanza sono un’arma che nessuno ci può togliere e con la quale possiamo sabotare gli ingranaggi di questo sistema...

Libertà per Alessandro e Sergio
Libertà per Daniele, Francesco, Magda e Niku
Libertà per tutti e tutte

Anarchiche e anarchici di ViaDelCuore

Mar, 07/07/2009 – 15:46

Spagna - Sul processo a Nuria Pórtulas

13 LUGLIO NúRIA libera

Sono passati 2 anni da quando Núria Pórtulas è stata arrestata a Girona in base alla legge antiterrorismo, in seguito a un’inchiesta avviata da parte dei Mossos d’Esquadra (sbirri della Catalunya) con la complicità politica di Joan Saura e Joan Boada (del Ministero dell’Interno catalano).

Rinchiusa 4 mesi nel carcere di Soto del Real (Madrid) – da cui è uscita in libertà dietro pagamento di una cauzione di 15.000 euro – attualmente ha l’obbligo di firma una volta a settimana e non può attraversare le frontiere dello stato.

L’accusa del PM é di collaborazione a banda armata; la richiesta è di 5 anni di galera e 6.500 euro di risarcimento. Il processo avrà luogo lunedì 13 luglio 2009 alla Audiencia Nacional a Madrid [il tribunale speciale dell’Udienza Nazionale, eredità del regime franchista, oggi in larga parte giudica i reati di “terrorismo”].

Siamo consapevoli del fatto che l’arresto e la detenzione di Núria non sono state un errore. La repressione delle persone e dei movimenti combattivi (in particolare di coloro che sono solidali con i prigionieri e i detenuti) non è una casualità, ma una strategia del potere per criminalizzarci.
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Quello che Núria Pórtulas affronta è un giudizio politico per le sue idee, e per questo vengono richiesti 5 anni di prigione. Per questo motivo, ora più che mai, è necessaria la solidarietà di tutti e tutte contro gli attacchi da parte di un sistema che, in nome del beneficio economico e del potere, rinchiude, sfrutta ed umilia.

È necessario il coinvolgimento di tutti e tutte per ottenere l’assoluzione e la libertà di Núria e lottare affinché tutti e tutte siamo liberi.

Mar, 07/07/2009 – 07:58

Un gancio al mento - Sull'arresto di Sergio e Alessandro

UN GANCIO AL MENTO

Nelle prime ore del mattino di venerdì 3 luglio, i carabinieri del R.O.S. irrompono in una quarantina di abitazioni di altrettanti compagni e compagne in varie regioni d’Italia, per perquisirle e notificare l’art. 270 bis (associazione sovversiva). Nel contempo due compagni vengono arrestati con l’accusa di aver progettato di sabotare la linea ferroviaria Orte – Ancona. Alessandro e Sergio, infatti, erano stati fermati mesi prima a bordo di un’autovettura che, stando agli inquirenti, risultava rubata e all’interno della quale sarebbero stati trovati due ganci che, sempre secondo le accuse, sarebbero serviti per il sabotaggio. Questa è la sintetica ricostruzione di quella che è stata denominata operazione “Shadow”, nella quale è stata accorpata un’altra inchiesta della procura romana che prende il nome di “Crocevia 2”, riguardante le città del Lazio in cui c’è una ripresa o un continuum della lotta anarchica. Probabilmente la necessità di unire le due indagini nasce dall’esigenza del R.O.S. di non fare crollare nel vuoto il suo castello di carte e trovarsi così, tra le altre cose, nella difficile situazione di non poter giustificare l’enormità di soldi spesi. Ciò avrebbe provocato come in passato guerre intestine tra polizie (come quando il R.O.S., di fronte all’eventualità di un suo scioglimento, tornò alla ribalta con una serie di inchieste diversificate, ultima delle quali la “Cervantes”).

Ci preme fare alcune considerazioni in merito ai tempi e ai modi in cui si sta svolgendo l’inchiesta. Una delle prime cose che salta agli occhi è il fatto che i due compagni siano stati arrestati solo dopo mesi dal fermo. Evidentemente quello che premeva non erano semplicemente gli arresti, la questione andava sfruttata diversamente. Non possiamo fare a meno di notare che l’attribuzione di questa ennesima associazione sovversiva arriva proprio una settimana prima del G8 dell’Aquila, evidentemente c’è in questo l’intenzione di monitorare e controllare i movimenti e le relazioni di individui che possano essere una spina nel fianco per lo svolgimento pacifico del G8.

Un’altra nostra considerazione è relativa al momento in cui questi arresti e notifiche arrivano:  l’impoverimento crescente che gli sfruttati vivono sulla propria pelle sta facendo lievitare il numero degli individui esclusi dai processi di produzione e consumo; con questo cresce il dissenso e la possibilità di ribellione per sacche sempre più ampie di popolazione. In risposta a ciò aumentano le misure repressive che il potere statuale sta adottando per gestire i conflitti che possono scaturire dalle sempre più numerose e lampanti contraddizioni sociali (introduzione del reato di clandestinità, militarizzazione delle città, l’istituzione delle ronde cittadine, inasprimento del regime penitenziario 41 bis, ecc…). Sono tutte cose dalle quali il dominio tenta di distogliere lo sguardo anche puntando il dito sul solito nemico interno, facendo passare per terrorista chi vuole mettere in evidenza le contraddizioni di questa realtà sociale lottando per l’abbattimento delle catene di oppressione e sfruttamento.

Inoltre c’è il fatto che l’attribuzione dell’art. 270 bis ha il chiaro scopo di rendere più pesante un’eventuale condanna per un’ipotesi di reato che da sola non darebbe forse i frutti sperati dagli inquirenti in sede processuale.

Detto questo è evidente che il dominio ha la premura di colpire con maggiore forza ciò che riconosce come più nocivo per la propria salvaguardia e sicuramente il sabotaggio è una di queste pratiche. In quanto anarchici la nostra premura è invece quella di scardinare il sistema di privilegi, controllo e oppressione di cui lo Stato è garante e riconosciamo come nostre tutte le pratiche che servano a questo scopo.

Affermiamo con forza la nostra più completa estraneità e mancanza di interesse per i concetti di colpevolezza e innocenza, riguardano i tribunali che noi vogliamo distrutti. Siamo solidali e vicini a chiunque, mettendo in gioco la propria esistenza, lotta quotidianamente attaccando il dominio.

Solidarietà con Sergio e Alessandro! Solidarietà con tutti i compagni e le compagne rinchiusi/e dallo Stato!

Anarchici a Latina

Cassa Anarchica di Solidarietà Anticarceraria

Lun, 06/07/2009 – 21:18

Onda - Occupato rettorato La Sapienza contro arresti

fonte: rainews24

"L'Onda Perfetta non si condanna, liberi tutti". Dietro questo striscione decine di studenti dell'Onda hanno occupato questa mattina gli uffici del rettorato dell'Università La Sapienza di Roma per protestare contro "gli arresti degli studenti per gli scontri del G8 dell'università a Torino lo scorso maggio".

"Si tratta di un'operazione preventiva - ha detto uno studente a proposito degli arresti - che è stata effettuata contro le mobilitazioni anti-G8 di questi giorni e contro l'Onda. Vogliamo una presa di posizione da parte dell'università contro questa ignobile azione, altrimenti non lasceremo il rettorato". Gli studenti hanno steso fuori dalle finestre del primo piano dell'università alcuni striscioni contro gli arresti.

Proteste anche a Venezia
Per lo stesso motivo un’altra quarantina di aderenti al movimento studentesco hanno protestato questa mattina davanti al rettorato dell’università Cà Foscari di Venezia. Gli studenti - come ha reso noto Tommaso Cacciari, uno dei portavoce del movimento veneziano - hanno appeso uno striscione e avuto un incontro con il rettore Pier Francesco Ghetti. Nel corso dell'incontro - come ha confermato lo stesso Ghetti – gli studenti hanno espresso la loro protesta per un provvedimento della magistratura torinese ritenuto eccessivo rispetto alla libertà che c'è all'interno delle Università di fare proposte e avanzare idee. Il gruppo ha quindi annunciato l'intenzione di andare anche all'Università Iuav per incontrare il rettore Carlo Magnani.

Lun, 06/07/2009 – 14:05

Repressione - Perquisizioni e arresti contro movimento studentesco Onda Anomala

fonte: infoaut

Questa mattina la digos di Torino, in coordinamento con la Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha eseguito 21 arresti in diverse città d'Italia contro l'Onda Anomala. Le misure repressive fanno riferimento agli scontri studenti-polizia del 19 maggio scorso a Torino, in occasione del corteo in opposizione al G8 University Summit.

A Torino, Padova, Napoli e Bologna sono stati arrestati studenti e studentesse protagonisti della, già soprannominata, "rivolta di Torino". 12 di questi sono stati realizzati nel capoluogo piemontese, gli altri nel resto d'Italia. Il compagno napoletano è stato fermato a L'Aquila, trovandosi lì in occasione delle mobilitazioni contro il G8 abruzzese.

Arresti più che attesi dall'Onda: la mannaia della repressione non ha bloccato la rabbia degli studenti e delle studentesse, che in 10mila hanno attraversato Torino il 19 maggio contro il G8 dell'università, che in migliaia si sono scontrati con le forze dell'ordine, che compatti hanno rivendicato in toto la giornata di conflitto. Gli arresti dell'oggi quindi non possono che essere considerati come il conseguente costo della rottura di piazza esercitata, dell'esondante segnale politico lanciato il 19 maggio. "Noi la crisi non la paghiamo, noi la crisi ve la creiamo!", questo quello che l'Onda ha gridato per le strade di Torino, questo quello che ha fatto e si prepara a fare per l'autunno che viene.

Le misure contro l'Onda arrivano, non casualmente, poco prima del G8 de L'Aquila: fin troppo scontata la tempistica del ministro dell'interno Roberto Maroni, in combutta con la cabina di regia della "procura democratica" di Giancarlo Caselli, con quest'ultimo al servizio del duo Berlusconi-Maroni nella fabbricazione della risposta da dare alla mareggiata di maggio.

L'Onda non arretra, affronterà anche questo scoglio, non facendosi in alcun modo intimorire dagli arresti e dalle perquisizioni operate su scala nazionale, cosciente di aver intrapreso la direzione giusta visti i risultati politici ottenuti dall'Onda perfetta, nella scelta di un piano di conflitto e contrapposizione ad una realtà, universitaria e sistemica, colma e da traformare. L'Onda non si arresta, liber* tutt*.

Lun, 06/07/2009 – 13:33

Una storia già vista - Solidarietà a Sergio e Alessandro

UNA STORIA GIA’ VISTA: stesso GIP e stesso PM arrestano due compagni anarchici Seconda mega-operazione a caccia di anarchici in Umbria in due anni, ancora una volta gestita dai ROS, ancora una volta c’è lo zampino della Procura di
Perugia, ancora una volta il PM è Manuela Comodi, ancora una volta il GIP è Nicla Flavia Restivo, ancora una volta l’accusa è “associazione sovversiva con finalità di terrorismo anche internazionale e di eversione dell’ordine
democratico”, ancora una volta gli stessi reati contestati sempre dagli stessi (scusate la ripetizione, ma qui tutto si ripete) inquirenti sono ben al di sotto di quella accusa. Insomma una storia già vista.
Proprio mentre il processo a Terni per i quattro giovani spoletini arrestati il 23/10/2007 perde colpi ogni giorno (e siamo ancora ai testimoni dell’accusa), proprio 3 giorni dopo la clamorosa debacle di un alto ufficiale di
ROS che non ha saputo rispondere alle semplici domande di un giudice (Quale è la struttura del gruppo? Quali sono le fonti di finanziamento? Quali sono le armi? Dove si trova il covo?), proprio alla vigilia del “G8 della crisi” come
ormai tutti lo chiamano, proprio all’indomani del disastro ferroviario di Viareggio, proprio all’indomani dell’approvazione delle ronde e dell’impunità per i servizi segreti, in piena emergenza securitaria, in piena emergenza terremoto, in piena emergenza economica, gli stessi ROS, lo stesso PM, lo stesso GIP si inventano un’accusa che sanno già che fra due o tre anni cadrà, ma che intanto serve a rovinare la vita a due ragazzi di 23 (Alessandro) e 27 anni (Sergio), due compagni che devono pagare per la loro militanza politica.
Un anno e mezzo fa sono riusciti ad inventarsi un’associazione terroristica con delle semplici scritte sui muri e qualche danneggiamento a dei cantieri, oggi (gli stessi ROS, GIP e PM) si inventano un’associazione terroristica
senza reati solo con il fatto che “avevano in programma di compierli”!
Ultima provocazione: Sergio e Alessandro sono stati messi proprio nel carcere di Spoleto; così da schedare i movimenti nell’area, stressare ulteriormente una città già duramente provata dal vero e proprio assedio militare di un anno e mezzo fa, rinata ma comunque sfinita nelle decine di manifestazioni, presidi, banchetti, conferenze e concentri, ma che comunque non perderà la triste occasione di dimostrare a questi due compagni la solidarietà di cui è stata capace con i suoi quattro figli.
Qualcuno si è chiesto come mai proprio lo stesso PM e lo stesso GIP di Perugia, malgrado l’inchiesta fosse cominciata a Roma? Qualcuno si è chiesto come mai questa inchiesta nasce con lo scopo di trovare collegamenti fra la
“cellula” spoletina e le altre in Italia, ma fallisce clamorosamente i propri obbiettivi tanto che su 40 indagati in Umbria, Lazio, Toscana, Piemonte e Lombardia non c’è nessuno dei 4 imputati di Spoleto (e sappiamo quanto è
facile finire sul registro degli indagati della dott.sa Comodi)? Dobbiamo forse sospettare che il collegamento con gli spoletini sia solo un escamotage tecnico-giuridico per far svolgere il processo a Perugia? Dobbiamo forse sospettare che il PM o il GIP di Roma non voleva firmare un’inchiesta così debole e così i ROS si sono rivolti alla Comodi e alla Restivo che firmano tutto quello che gli dicono? Ricordiamoci che nell’inchiesta Bruhwood il PM Comodi e il GIP Restivo hanno copiato quello che gli dicevano i carabinieri dimenticando perfino le relazioni contrarie di Polizia e Vigili del Fuoco , o addirittura commettendo gli stessi errori di battitura e ricalcando la stessa punteggiatura!

LIBERTA’ IMMEDIATA AD ALESSANDRO E SERGIO!
SOLIDARIETA’ PER MICHELE, DARIO, DAMIANO E ANDREA SOTTO PROCESSO!
GIUSTIZIA PER FABRIZIO, SCAGIONATO DOPO 3 SETTIMANE COME SE NULLA FOSSE!

Invitiamo a scrivere ai compagni in carcere:
Sergio Maria Stefani
Alessandro Settepani
Via Maiano 10
06049 Spoleto (PG)

Anarchici spoletini

Dom, 05/07/2009 – 13:44

Operazione repressiva - 40 perquisizioni e arrestati due compagni | Aggiornato 2

Gli arrestati sono Alessandro Settepani e Sergio Maria Stefani, già colpito dall'operazione Cervantes nel 2003. Le perquisizioni operate dai Ros hanno in molti casi coinvolto le abitazioni di compagne e compagni già "visitati" solo pochi mesi fa, il 18 febbraio 2009. A differenza di quanto illustrato dalle veline dei Ros ripubblicate dai media di regime, il fermo dei due compagni a bordo di un'auto rubata non è avvenuto subito prima delle perquisizioni, bensì molte settimane prima... giusto il tempo di imbastire l'ennesima inquisizione repressiva. Seguiranno aggiornamenti.

Ven, 03/07/2009 – 10:29

Evasioni, arresti e associazioni sovversive

riceviamo e pubblichiamo

Questa è la storia dell'ennesimo tentativo di costruire a tavolino l'ennesima “associazione con finalità di terrorismo o di evasione dell'ordine democratico”.

Tutto ha inizio lunedì 8 giugno; a Milano si svolge un'udienza per “imbrattamento” che vede come imputati Madda, che è sottoposta agli arresti domiciliari per un altro procedimento e Toni.

Sab, 27/06/2009 – 23:48
Mer, 22/11/2006 – 13:02
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