Repressione e solidarietà

Repressione, news e solidarietà

Commiato Feel Their Pain fest

 

Scrivo queste righe per definire la sospensione a tempo indeterminato del Feel Their Pain fest, qualora qualcuno ne fosse interessato.

Questo comunicato è principalmente indirizzato a chi è già familiare con l’iniziativa. Chi, invece, volesse saperne di più a riguardo può consultare la pagina www.myspace.com/feeltheirpainfest .

Attualmente non so quanto sia stato importante all’interno dell’ambiente, sia musicale che politico, né è certamente mia intenzione attribuirgli nulla di particolarmente eccezionale; ma è stato importante per me, molto.

Gio, 14/01/2010 – 13:26

Genova - Resoconto della 4 udienza sui blocchi in porto

L' 0tt0 Gennaio si è svolta la quarta udienza del processo a carico di 6 compagni per aver, insieme a centinaia di portuali, bloccato il porto di Genova dopo la morte di Enrico Formenti nel 2007.
Durante l'udienza uno degli imputati Gianfranco detenuto per  l'inchiesta del 10 Giugno ha chiesto di poter fare una dichiarazioni sui fatti che riguardano il processo.
Appena Gianfranco ha fatto riferimento alle morti sul lavoro che sono salite a più di 30 in 10 anni solo nel porto di Genova, la giudice l'ha bloccato dicendo che non era inerente col processo.
I\le compagni\e e i portuali presenti in aula si sono fatti sentire (urlando "basta con le morti sul lavoro" e ricordando ai lor signori che il 23 Dicembre è morto un altro portuale) e la giudice non ha potuto far altro che aspettare che la protesta finisse.
Si capisce come la giudice non voglia nemmeno prendere in consideraz ione il motivo per cui scendemmo in piazza quei giorni, analizzando si fa per dire, solo i fatti specifici di cui siamo accusati: violenza privata e danneggiamento.

La prossima udienza e probabilmente l'ultima sarà il 3 Febbraio sempre a Genova e sempre nel luogo più infame, dopo il carcere, di questa società.

Dalla parte dei lavoratori che si ribellano!!!

Carlo, uno degli imputati.

Gio, 14/01/2010 – 12:48

Trento - Trentanove denunce per il corteo del 7/11/09

fonte ansia

CORTEO ANARCHICO A TRENTO, 39 DENUNCE DA DIGOS

(ANSA) - TRENTO, 7 GEN - Sono 39 i giovani anarchici identificati e denunciati alla magistratura dalla Digos di Trento perché ritenuti responsabili di una serie di danneggiamenti e imbrattamenti compiuti nel corso di un corteo il 7 novembre 2009 nel capoluogo trentino.

Gran parte dei denunciati, 15 dei quali sono ragazze, fa riferimento ai gruppi anarchici di Rovereto e Trento, solo sette provengono da altre regioni come Emilia, Veneto e Lombardia. Grazie ai filmati girati durante il corteo, nel corso del quale erano stati imbrattati con vernice vetrine di negozi e muri del centro città, la Digos ha inoltre individuato la persona che con un fucile a pompa caricato con vernice aveva imbrattato e messo fuori uso alcuni sportelli bancomat. Si tratta - secondo gli inquirenti - di un esponente del gruppo roveretano. Una quindicina di persone sono state inoltre denunciate per inosservanza dei fogli di via. La Digos sta ora raccogliendo informazioni da altre questure per identificare quei manifestanti che avevano il volto travisato.

La manifestazione, autorizzata, era stata organizzata all'indomani dello sgombero dell'ex asilo di via Manzoni, a Trento, che aveva portato alla denuncia di 17 anarchici e all'emissione ad altrettanti fogli di via e, in seguito, all'arresto di tre giovani di Rovereto. (ANSA).

Gio, 07/01/2010 – 14:49

Riflessioni informali...

Alla fine dello sciopero della fame di fine anno è giunto il momento di
trarre dei bilanci. Alcuni compagni prigionieri, che hanno aderito alle
giornate di sciopero, stanno elaborando dei comunicati, anche alcune
pubblicazioni anarchiche sono prossime a dare le loro valutazioni.
Noi di Culmine approfittiamo dell'uscita del numero 13 della pubblicazione
anticarceraria cilena "Presxs a la kalle" per avviare delle riflessioni
informali... In particolare, ci piace l'analisi svolta dai compagni cileni
e soprattutto condividiamo con loro il desiderio della continuità della
lotta.
Torneremo su alcuni dei punti: sciopero della fame non rivendicativo,
legami internazionali, progetto insurrezionale informale...
Per ora, annunciamo che culmine.noblogs.org aprirà uno spazio in cui
convogliare i diversi contributi che perverranno, in italiano, spagnolo o
altre lingue. Ma come è nostro stile, lo stesso di Severino, daremo la
priorità all'insurrezione del braccio!

culmine@riseup.net
______________________________________
Sullo sciopero della fame internazionale

da "Presxs a la kalle"

Lo sciopero della fame dal 20 dicembre al 1 gennaio origina da una
proposta dalle carceri, in particolare dal compagno e fratello Gabriel
Pombo Da Silva, attualmente detenuto in Germania, con l'obiettivo di
consolidare legami con altri rivoluzionari all'interno delle prigioni, di
ricordare i compagni caduti in combattimento e di trasformarsi in
partecipi attivi della lotta anche se i loro corpi si trovano ristretti
dall'architettura penitenziaria.
E' importante sottolineare questi obiettivi adesso che ci si appresta a
cercare di comprendere meglio quanto accaduto. Questo sciopero non ha
avuto dei punti rivendicativi, non s'è trattato d'uno sciopero ad oltranza
(come quelli ai quali siamo abituati da queste parti), non aveva a che
fare con una lotta contro il regime interno o la disciplina carceraria.
Questo sciopero s'è basato su valori e e sulla necessità di essere agenti
attivi nella lotta e non solo "esseri passivi per i quali solidarizzare".
Questa fiducia e questa necessità nella lotta sono quelle che Gabriel e
Marco hanno sempre trasmesso, ben oltre le loro specifiche situazioni
(giuridiche e carcerarie). L'urgenza di partecipare alle lotte e di non
rimanere come osservatori dietro le sbarre è ciò che ci ha tanto
affratellati con compagni che nella pratica sono dentro l'insurrezione.
In questa maniera, la proiezione internazionalista che lo sciopero ha
avuto, in primo luogo s'è caratterizzata per generare reti e legami
internazionali (di quelli che tanto spaventano i poliziotti ed i
giornalisti), canali di comunicazione che non sono così sonnolenti come
pensavamo.
Non è possibile puntare solo a mobilitazioni affini o esclusivamente di
carattere rivendicativo. Il punto è nel possibile equilibrio in ognuno e
sapere quando utilizzare ogni espressione. E' così che non possiamo
criticare le mobilitazioni di carattere rivendicativo (fine delle
perquisizioni, dell'isolamento, delle dispersioni, ecc.) e nemmeno quelle
"affini" in cui per alcuni illusi non si "guadagna nulla in concreto".
Falso, le decine di azioni e la comunicazione generata tra compagni
(prigionieri o meno) di diversi paesi ce ne dimostrano l'efficacia per
consolidare legami tra rivoluzionari di luoghi distanti. Adesso, quel che
importa è sapere come possono mantenersi vivi quei canali di
comunicazione/pratica e che non soccombano con il tempo e con i colpi
repressivi.
Per ora, possiamo concludere... e dire al caro Gabriel che sì è possibile
avviare un progetto informale e decentralizzato di carattere
internazionale, così l'hanno dimostrato le diverse azioni (d'ogni tipo,
senza creare il feticcio della violenza quale metodo unico) che sono
avvenute; che le dimostrazioni di sostegno hanno cercato di alimentare a
vicenda sia fuori che dentro. Abbiamo spezzato delle catene ed il cammino
insorgente inizia ad intravvedersi chiaramente come una possibilità
concreta di scontrarsi con lo Stato-Capitale, da un'ottica globale.
Pertanto, queste giornate sono esercizi per stringere tutti i nostri
legami... L'interesse nel ricordare con la lotta la caduta in
combattimento del Mauri ci ha pervasi di profonda allegria ed emozione,
così come sapere che non siamo pochi noi che vogliamo pugnalare l'oblio e
premere il dito nel grilletto della memoria insorta.
Il bisogno imperioso di organizzarci e di poter allacciare relazioni con
altri compagni di posti diversi è una lezione lasciataci da queste
giornate. In particolare, per mostrare una proiezione informale su come
mobilitarci. E' questo il germe, è giunta l'ora di mostrare gesti concreti
per materializzare tale proiezione.
In particolare, nel territorio cileno la solidarietà s'è concretizzata in
esplosioni, fiammate, verniciate, preoccupazione e diffusione. Ogni
compagno che ha avvertito un reale bisogno di
solidarizzare/preoccuparsi/occuparsi nello stringere legami
internazionalisti di lotta realizza un apporto alla guerra sociale. I
compagni sequestrati sono stati informati sulla mobilitazione
internazionale ed ognuno di essi ha deciso il proprio cammino di appoggio.
Pablo e Jubilo (Matias) hanno aderito con un digiuno completo in questi
giorni. Axel, da parte sua, con un digiuno parziale... è così che con
piccoli gesti si sono mostrati interessi e volontà nel non trasformarsi in
enti passivi all'interno del carcere.
D'altra parte la strada è tornata ad essere uno scenario di combattimenti
e di attacchi al capitale, come forma di solidarietà. Un corteo il 23
dicembre ed un presidio informativo il 29 fuori dal carcere femminile sono
stati alcuni degli appuntamenti che hanno avuto un risvolto di lotta da
strada. La manifestazione del 23 è finita con fermi e torture nei
commissariati (pestaggi e tentativi d'asfissia ai compagni fermati). Alla
fine le forze di sicurezza hanno deciso di vendicare tre dei loro, feriti
durante la giornata, accanendosi su di un compagno, il quale è formalmente
imputato di "porto illegale d'armi da fuoco". In pratica lo accusano di un
fucile artigianale. Il compagno è adesso libero, ma le indagini
proseguono... La stampa è giunta a scrivere di "spari in una
manifestazione anarchica".
Saluti a tutti quelli che hanno affrontato faccia a faccia la repressione,
con la dignità della lotta e che sono tornati ad osservare l'essenza del
sistema: la morbosa violenza dell'autorità.
A CONTINUARE LA LOTTA PER LA DISTRUZIONE DI TUTTE LE CARCERI!
A RAFFROZARE LE RETI INTERNAZIONALISTE INFORMALI!

Presxs a la kalle

www.presxsalakalle.blogspot.com

Mer, 06/01/2010 – 18:19

Messico - Solidarietà a Socorro Molinero Armenta

Salve a quelli che lottano!
Compagne/i,
venerdì 1 gennaio 2010, gli sbirri della pattuglia 4908 hanno sequestrato
Socorro Molinero Armenta con l'accusa di aver effettuato degli spari
contro il veicolo degli agenti, sul Cañón San Ángel (laterale) nella
Colonia San Ángel, qui nella città di Tijuana, presentando il caso al
MPOC, denuncia n° T02/8/2010. In verità quest'accusa è falsa, cercano solo
di collegare questa persona con gli attacchi d'arma da fuoco contro
pattuglie della polizia che noi abbiamo realizzato nella città di Tijuana,
nel corso dello scorso mese.
Sebbene sia vero che questa persona avesse con sé una Colt calibro 38, ben
occultata dalla sua cintura, e che sia scappata per nascondersi nel suo
domicilio (che si trova nella stessa Colonia, a pochi metri da dove
abbiamo attaccato), è falsa l'accusa nei suoi confronti.
Socorro Molinero Armenta s'è messo a correre per rifugiarsi a casa sua
quando ha udito le detonazione da arma da fuoco e ha visto la pattuglia,
proprio perché aveva con sé una calibro 38 super. Il solo porto di questa
arma da fuoco viene considerato dagli sbirri come "possesso d'arma d'uso
esclusivo dell'esercito". Gli stessi sbirri hanno dichiarato che, al
momento della cattura, il revolver aveva 5 munizioni non esplose, mentre
secondo le perizie sulla scena del crimine sarebbero stati trovati 6
proiettili già esplosi. Di fronte ai fatti e con l'intento di separare
Socorro Molinero Armenta dalle nostre azioni, noi specifichiamo:
- primo: Socorro non fa parte della Acción Anarquista Anónima né di
qualche altro gruppo d'affinità anarchica di questa città.
- secondo: Socorro era in possesso di un'arma da fuoco, come la gran parte
di noi che sopravviviamo nelle colonie popolari di questa città di
frontiera, dominata dal terrore implementato nei nostri quartieri dallo
Stato-capitale, in cui ladroni e poliziotti si contendono e fondono in uno
stesso ente dominante, mantenendo nell'oppressione e nell'ostracismo gli
esclusi dal festino capitalista.
- terzo: se realmente avesse sparato i 6 colpi e fosse immediatamente
fuggito dal luogo dei fatti, al momento dell'arresto (pochi secondi dopo)
non gli avrebbero trovato l'arma carica con 5 munizioni non esplose. Il
che indica che gli sbirri, dopo avergli sequestrato l'arma, l'hanno
costretto ad effettuare degli spari in modo che i proiettili coincidessero
con il percussore (implicando così l'arma), ricaricando la Colt con 5
proiettili utili ed ottenere le tracce di polvere per la prova del guanto
di paraffina.
- quarto: che gli spari effettuati contro la pattuglia 4908 della Policía
Municipal di Tijuana ed una pattuglia della vigilanza privata, all'alba
del 31 dicembre, sono stati effettuati con una mitraglietta Ingram Mac
M10, calibro 9 mm, una Heckler & Koch, modello MP 5A3
(sempre 9 mm) e una mitraglietta UZI, calibro 380.
- quinto: l'arresto di Socorro è un'ulteriore dimostrazione
dell'incapacità degli sbirri e delle altre agenzie repressive nel trovare
"colpevoli" e solo risponde alle pressione dei fottuti mass-media
borghesi.
Compagne/i, Socorro Molinero Armenta si trova sequestrato nelle celle del
M.P.O.C., noi non riposeremo fino ad ottenere la sua libertà.
Ancora una volta, lasciamo che la nostra immaginazione si liberi,
scateniamo tutta la nostra rabbia per la sua liberazione.
Che la solidarietà non si limiti e che s'estenda il fuoco antagonista
dell'insurrezione libertaria.
Solidarietà a Socorro Molinero Armenta!
Per la distruzione delle carceri!
Per l'Anarchia!
AAA

Mar, 05/01/2010 – 11:43

Torino - Gesù ama gli Squatters

Oggi martedì 29 dicembre ‘009 alle 17 c’è stata un’azione degli squatter di Torino che con un corteo simbolico hanno menato in giro un Gesù Cristo blasfemo issato su di un pick up bianco con le sue guardie del corpo: l’arcangelo Gabriele e l’arcangelo Tommy figlio del sindaco Chiamparino.
Intanto sull’imitazione sabauda del pantheon (Gran Madre) è stato issato un lenzuolo di 10 m x 4  che rappresenta la figura dipinta sulla Sacra Sindone su cui si sovrappone la scritta FALSO.
Il corteo, o meglio la pia processione, dopo aver circumnavigato la Gran Madre raggiunge piazza Castello percorrendo tutta via Po per dare sostegno ai NO TAV in agitazione davanti alla prefettura. dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che le vie del centro ce le prendiamo quando vogliamo,
Questa iniziativa fa parte della 4 giorni  TOTAL CONTEST BELLAVITA

Qui di seguito il testo del volantino distribuito durante la processione:

Mer, 30/12/2009 – 10:59

Roma - Solidarietà a compagni/e sotto processo in Grecia

 

 

Questo è uno striscione apparso il 16 Dicembre di fronte all' ambasciata Greca a Roma, in occasione dei processi che si svolgevano in quei giorni ad Atene a carico di alcuni/e compagni/e.

 

 

 

“La Grecia ai greci poliziotti,infami,assassini e torturatori-Solidarietà con i compagni processati ad Atene-Libertà per I.Dimitrakis”

Dom, 20/12/2009 – 17:03

Firenze - Azione anarchica in centro, 11 denunce

(ANSA)- FIRENZE, 16 DIC - Denunciate 11 persone per il blitz a Firenze con lo spargimento di liquido maleodorante davanti alle vetrine nelle vie eleganti del centro. Gli agenti hanno individuato i manifestanti mentre erano ancora in centro. Si tratta di persone di eta' compresa fra i 18 e i 30 anni appartenenti all'area anarchica. Sono scattate denunce per manifestazione non preavvisata e di deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Il cattivo odore e' tuttora persistente nella zona.

Mer, 16/12/2009 – 02:56
Mer, 22/11/2006 – 13:02
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