Repressione e solidarietà

Repressione, news e solidarietà

Sull'udienza a Pisa

A Pisa si e' svolta il 9 maggio la seconda parte dell'udienza preliminare relativa all'inchiesta "anti-cor-pi" e "gruppi di affinità". Nei giorni precedenti l'udienza alle compagne e ai compagni coinvolti nell'inchiesta erano state notificate le revoche delle misure in corso, tuttavia Daniele rimane in carcere a causa di un altro provedimento che lo vede accusato di rapina.

Ma la novita' piu' importante dell'udienza e' stata la non autorizzazione a procedere per l'accusa di associazione sovversiva, con il conseguente completo proscioglimento di due compagne ed un compagno, mentre gli altri e le altre sono stati rinviati a giudizio per reati specifici con l'aggravante di eversione. In pratica tutti/e sono stati/e prosciolti/e dall'accusa piu' pesante, il 270 bis. Il castello accusatorio della procura di Firenze che due anni fa porto' a molti arresti nella sede di Via Del Cuore, e' miseramente caduto.

Ven, 16/05/2008 – 08:22

Teramo - Contestano Dario Fo, fermati due anarchici

fonte apcom

Gio, 15/05/2008 – 18:27

Roma - Aggressione sbirresca

Diffondiamo qui di seguito il comunicato giunto dai compagni di Roma riguardo un grave episodio accaduto sabato scorso.
Il compagno coinvolto adesso sta bene, un abbraccio solidale e complice!

Senza Gabbie
Veganlink Antifa


Sabato 10 maggio intorno alle 16.30 mentre eravamo impegnati nel presidio STOP HLS alla fiera di Roma, un nostro compagno che ci stava raggiungendo veniva fermato da una pattuglia per l'ennesima volta e sottoposto apparentemente ad un semplice controllo. Verificate le generalita', gli sbirri hanno subito cominciato a provocarlo pesantemente dicendogli "ma da ndo cazzo sei uscito?", "sei la vergogna dei tuoi genitori", "fossi mi figlio t'avrei già spezzato le gambe" "cazzo c'hai nei capelli, a coglione". Alla pacata indifferenza del compagno i due poliziotti estraggono i manganelli, chiamano la centrale per avvertirli che hanno fermato un sospetto e cominciano a perquisirlo davanti ad una piccola folla di curiosi. E' passata ben un ora dall'inizio dei fatti quando all'ennesima provocazione il compagno reagisce provocando la violenta reazione degli sbirri che con l'aiuto del manganello lo caricano su una volante portandolo in questura. Qui lo sbattono direttamente in una stanza di pochi metri quadrati senza alcun supporto dove sedersi o finestra sorvegliato da una videocamera; rimane circa un ora in questa situazione fino a quando entrano tre poliziotti: il piu' giovane dopo avergli tirato i documenti in faccia gli sferra una sprangata con un arma non bene identificabile (una sorta di bastone mollo estremamente flessibile che provocava ad ogni contatto un suono ovattato) in pieno petto che non gli ha lasciato alcun segno visibile. Dopo essere caduto a terra tutti e tre i poliziotti gli si accaniscono con furia sprangandolo per molti minuti sullo stomaco e sul petto senza toccare ne' il viso ne' gli arti. Quando riapre gli occhi vomita per una decina di minuti, neanche il tempo di riprendersi che il giovane sadico sbirro rientra nello stanzino facendogli un discorso su come va la vita, su che strade bisogna prendere e a quali ideali bisogna credere...in fondo l'Italia e' un grande paese e noi siamo una grande famiglia. Giusto il tempo di un "fottiti" appena pronunciato ed il pestaggio riprende fino a quando tre calci sulla nuca gli fanno perdere i sensi. Lo svegliano con sputi e insulti, quindi iniziano a leggergli i vari procedimenti penali a suo carico gia' scontati minacciandolo piu' volte di poterlo processare nuovamente per gli stessi fatti. Lo prendono di peso e lo sbattono fuori la questura centrale lanciandogli i pochi oggetti personali che aveva con se. Sono le 22.20. Sono passate ben 6 ore dall'inizio di questo bel esempio di democrazia e stato di diritto. Il giorno successivo gli viene notificato a casa una convocazione ed una denuncia per aggressione a pubblico ufficiale piu' un vecchio procedimento penale che tra l'altro contiene una data del tutto errata. Denunciamo con forza il sequestro e le torture inflitte al nostro compagno da questi sadici nonche' maniaci protettori dell'ordine. Che oggi in Italia la tortura sia una pratica comune, non e' mai stato un mistero, dentro le carceri, nelle questure, negli ospedali, nei CPT e in ogni struttura di controllo sociale che tende a mettere in riga chi non accetta questo perverso meccanismo coercitivo che ci vorrebbe tutti addomesticati al servizio dello Stato e dei suoi cani da guardia. Non accettiamo ne' accetteremo mai la vostra presunzione, la vostra arroganza, i vostri manganelli, il vostro terrorismo legalizzato. I meccanismi di controllo e repressione che avete costruito sono un debole castello di carte per chi nella volonta' crede ancora nella dignita' e nella giustizia sociale.

Mar, 13/05/2008 – 11:18

Toscana - Tentato omicidio di assassini, cronaca dalla repressione

“Tentato omicidio di assassini”.

Cronaca dall’inquisizione in Toscana..
Dal decreto di perquisizione della procura di Firenze a firma del sost. Proc. della rep. giuseppina Mione:
“in ordine ai reati di tentato omicidio, porto d’armi o esplosivi e associazione sovversiva” (trad. dal cod. pen.) (...) “RITENUTO che vi sia fondato motivo di ritenere che nell’abitazione del predetto indagato” (…) “possano rinvenirsi cose e tracce riconducibili direttamente o indirettamente alla fabbricazione del mortaio artigianale (costituito da un cilindro metallico, chiuso con una base di cemento, composto da: congegno di attivazione costituito da miccia a lenta combustione con viplatura di colore rosso; innesco costituito da detonatore a fuoco; carica esplosiva –detonante- costituita da gelatina) utilizzato per la commissione dell’attentato esplosivo ai danni della caserma Vannucci di Livorno, in data 25/9/2006 nonché materiale cartaceo (manuali, opuscoli, rubriche, agende ecc..) e qualsivoglia altro supporto documentale anche di natura informatica, relativo alle modalità di fabbricazione del predetto mortaio ed alla fase preparatoria della commissione del reato, nonché ai rapporti con i coindagati ed, infine, materiale utile per l’estrapolazione di reperti biologici per eventuali successive comparazioni;” (…)

Lun, 12/05/2008 – 10:09

Lettera di un compagno di Catania

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Giuseppe, anarchico catanese al quale gli aguzzini in divisa dedicano particolare e infame accanimento, accusato in passato di aver lanciato una molotov contro una caserma dei carabinieri.

Viviamo in un periodo in cui la libertà è controllata e chi prova ad esprimere il dissenso viene placato mentalmente e fisicamente. Non è tollerabile che il solo esprimere un rifiuto diventi un pretesto per essere repressi. Basta con il controllo quotidiano, la libertà ci appartiene e non la potete controllare. Ci potete arrestare, picchiare, massacrare ed uccidere, come è già capitato. Non si fermano solo a questo ma tentano,ogni giorno di più, di infiltrarsi nel cuore dei ribelli fino al punto di vendere i loro corpi senza dignità, anestetizzandoci e rendendoci inoffensivi con i mezzi più assurdi e tecnologici che solo il potere ha in mano e fregandosene dei sentimenti che una persona può provare. Spero che tutto questo non capiti ancora per molto e che chi ha già subito ciò non rimpianga mai quanto ha fatto. Nessuno può giudicare le scelte che una persona ha intrapreso anche se gli resterà quella cicatrice indelebile dentro il cuore. Il dolore provocherà il tormento ma in esso continuerò a resistere.

Lun, 12/05/2008 – 02:32

Eric McDavid condannato a 19 anni di carcere

Eric McDavid è stato condannato a 19 anni e 7 mesi di carcere dal giudice distrettuale Morrison C. England Jr. all'interno di un'operazione costruita ad'arte dalle strutture repressive statunitensi che vedono nell'ecologismo radicale il proprio principale nemico interno.

Per scrivere a Eric:

Eric McDavid X-2972521 4E231A
Sacramento County Main Jail
651 "I" Street
Sacramento
CA 95814
USA

Ven, 09/05/2008 – 10:03

Roma - Alemanno e Repressione si insidiano in comune

fonte adnkronos.it

SICUREZZA: ALEMANNO, ALLO STUDIO ANCHE A ROMA MISURE PRESE A FIRENZE

Roma, 8 mag. - (Adnkronos) "Si e' trattato di un atto di grande coraggio che ha segnato un punto di svolta in questo periodo sul fronte della sicurezza. Stiamo studiando questi provvedimenti per vedere come realizzarli". Cosi' il neosindaco di Roma Gianni Alemanno, a margine del Comitato Direttivo dell'Anci, ha commentato le misure adottate dal Comune di Firenze sul fronte della sicurezza, dopo l'ultimo provvedimento che riguarda i mendicanti.


fonte larepubblica Roma

Gio, 08/05/2008 – 14:34
Mer, 22/11/2006 – 13:02
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