Repressione e solidarietà

Repressione, news e solidarietà

Bologna - Corteo antifascista, arrestati 3 compagni

da emiliaromagna.indymedia.org

Alle 19 di sabato un nutrito gruppo di antifascisti si è trovato in via Riva Reno nei pressi della sede di Forza Nuova per contrastare l’iniziativa di un concerto fascista organizzato nel centro di Bologna e per provocazione proprio il 12 dicembre, a 40 anni dalla Strage di Piazza Fontana e dall’uccisione di Pinelli nei locali della questura di Milano. La polizia e i carabinieri, in tenuta antisommossa e con un numero esagerato di camionette, schierati come se dovessero presidiare la zona rossa del G8 difendevano i loro amici che intanto facevano il saluto romano ben protetti e sicuri di non essere raggiunti. Quando è arrivata la notizia che il concerto non lo avrebbero più fatto, un gruppo si è spostato nelle vie del centro per dire alla città che non può essere accettata così senza fiatare la presenza di queste merde. In via Marconi il corteo è stato attaccato dagli sbirri che nel frattempo avevano ricevuto rinforzi. Tre compagni sono stati buttati a terra e ammanettati. Poi è iniziata una caccia all’uomo che è arrivata fino in via Indipendenza dove altri quattro sono stati fermati. Tutti e sette sono stati portati in questura dove i quattro modenesi, fermati in via Indipendenza, sono stati rilasciati dopo qualche ora, mentre Nicu, Robbi e Andrea sono stati arrestati con l’accusa di lesioni e resistenza. Un presidio solidale è stato improvvisato sotto i locali della questura. Lunedì ci sarà o l’udienza di convalida degli arresti o il processo per direttissima, si riservano di dirlo entro domenica sera (poverini si vede che devono pensarci stanotte con calma dopo le botte che hanno dato).

Dom, 13/12/2009 – 11:07

Belgio - Indagini contro gli anarchici

fonte: Suie & Cendres - 08.12.09

Secondo le dichiarazioni rilasciate da un portavoce dei servizi
segreti belgi circa la collaborazione di intelligence tra il Belgio e
l'Olanda, è in corso un'inchiesta contro gli anarchici del Belgio. In
questa indagine, i servizi segreti, la giustizia (Procuratore Federale
di Bruxelles) e la OCAD, l'organo "per l'analisi della minaccia
terroristica", stanno lavorando insieme per eliminare gli anarchici
(traduzione letterale, n.d.t.). L'OCAD ha presentato un'analisi per
aiutare i ministeri della Giustizia e degli Interni alla lotta contro
gli anarchici. Dall'inizio di quest'anno, almeno 60 attacchi hanno
avuto luogo nei confronti delle imprese di costruzione collegate con i
centri di detenzione per gli immigrati e le prigioni, e contro altre
attività commerciali.

"Gli anarchici hanno organizzato un attacco contro la polizia"
In merito alle critiche rivolte alla polizia di Gent per aver fermato
oltre 400 persone durante una manifestazione antifascista, le forze
dell'ordine hanno dichiarato che si è trattato di un attacco
premeditato contro degli agenti in borghese. Un poliziotto ha perso
una parte della sua capacità visiva dopo essere stato colpito da un
mattone in faccia da un anarchico con il volto mascherato. Questo
poliziotto sembra esser lo stesso che ha proceduto all'arresto di
Jurgen. Ad un altro poliziotto, dopo essere stato gettato a terra e
picchiato con bastoni, è stato riconosciuto un lungo infortunio. La
polizia dice che non può arrestare gli autori, perché tutti gli
anarchici avevano il volto mascherato e non sono riconoscibili dalle
immagini prese dall'elicottero.

Gio, 10/12/2009 – 16:31

Venezuela - Gli "studenti" di Chávez assassinano uno studente

fonte: Culmine, 09.12.09

San Cristóbal (stato di Táchira) - Jesús Eduardo Ramírez Bello, 19
anni, studente d'Ingegneria Meccanica presso la UNET (Universidad
Nacional Experimental del Táchira) è stato assassinato. Lo studente ha
ricevuto un proiettile in testa durante una manifestazione di protesta
contro i tagli dell'energia elettrica in facoltà.
Gli studenti avevano proceduto a bloccare la strada, ed a scontrarsi
con gli agenti della Guardia Nacional Bolivariana (GNB) e con un
gruppo di soggetti provenienti dalla Universidad Bolivariana de
Venezuela (UBV).
Il ministro degli Interni e della Giustizia del Venezuela, Tarek El
Aissami, ha confermato che il decesso dello studente è avvenuto
durante "scontri" tra studenti alcuni oppositori ed altri seguaci del
governo di Chávez. El Aissami ha attribuito i fatti ad una "cattiva
condotta della Policía Regional di Táchira".
Il rappresentante degli studenti della UNET, José Vicente García, ha
denunciato che sono stati attaccati da "gruppi armati" della
Universidad Bolivariana, i quali hanno agito protetti dalla Guardia
Nacional Bolivariana.

Mer, 09/12/2009 – 19:10

Argentina - Processi Benetton contro Comunità Santa Rosa Leleque e contro anarchici

Nella città argentina di Esquel è in corso un processo in cui l'Impero Benetton chiede lo sgombero della comunità mapuche Santa Rosa-Leleque. In questi giorni sono terminati gli interrogatori dei testimoni, tra i quali diversi antropologi, e ci si avvia alla sentenza.

Anche in Italia si è prossimi alla conclusione del processo contro due anarchici accusati di aver mostrato la propria solidarietà al popolo mapuche. Il 19 gennaio, infatti, terminerà il processo di Firenze contro i compagni Bis e Ter.

Mer, 09/12/2009 – 18:27

Atene - Rilasciati i 5 compagni italiani | Solidarietà con tutti gli arrestati

Apprendiamo dai media che i 5 compagni italiani arrestati durante gli scontri di Atene sono stati rilasciati e sono stati consegnati loro i passaporti. Dovranno presentarsi a processo il 16 dicembre.
Che la lotta e la rabbia dilaghino ovunque.


La rivolta brucia ancora...
Solidarietà agli/alle arrestati/e!

Il 6 dicembre dello scorso anno, nelle strade di Exarchia ad Atene, la polizia greca uccide a freddo, dopo uno scambio di insulti, lo studente quindicenne Alexis Grigoropoulos.
Questo evento è stata la scintilla che ha fatto esplodere rivolte spontanee in tutta la Grecia.
Nonostante i media nazionali ed esteri abbiano tentato di coprire e minimizzare gli eventi, in molti non hanno creduto alla solita storia della “mela marcia” all’interno dell’apparato poliziesco. Anzi, le rivolte generalizzate sono nate proprio dalla consapevolezza diffusa che l'autorità uccide e, se non uccide, rende la vita un inferno, in Grecia come nel resto del mondo.
Nel corso di questo anno le proteste e le lotte si sono estese su tutti i fronti, ma anche la repressione si è  intensificata in tutte le sue forme:processi farsa, arresti preventivi, perquisizioni, cariche della polizia ai cortei, squadracce di fascisti scortate dalla polizia che attaccano spazi temporaneamente liberati.
Negli scorsi giorni numerosi compagni da tutta Europa sono accorsi in Grecia per ricordare la morte di Alexis e dimostrare che quella rabbia brucia ancora.
Il 5 dicembre un'operazione di polizia ha portato all'arresto di diversi manifestanti tra i quali alcuni nostri compagni.
Oggi siamo qui non solo per portare solidarietà agli arrestati, ma perché la loro lotta è anche la nostra e per ricordare ai vari potenti che la possibilità di sovvertire l'esistente non è mai definitivamente sopita.

Martedì 8 dicembre alle ore 11
Presidio presso il consolato Greco in via Gramsci, 5 Napoli
Anarchici e anarchiche solidali/e

Lun, 07/12/2009 – 18:43

Germania - Attaccata la polizia a Berlino e Amburgo [info e rivendicazione]

fonte: Culmine

La notte del 4 dicembre 2009 si sono verificati diversi attacchi sia a Berlino che ad Amburgo. Ad esser colpita è stata soprattutto la polizia tedesca: a Berlino azione contro il ramo della polizia criminale - BKA, con molotov, pietre e bombe di vernice lanciate contro il commissariato di di Treptow. Attaccati anche gli uffici della CDU e della SPD.
Ad Amburgo è stata attaccata una stazione di polizia da parte di individui col volto coperto, alle fiamme anche due auto della polizia. Alle fiamme anche due uffici del dazio nel quartiere Hammerbrook.

Dom, 06/12/2009 – 09:58

Atene - 162 fermi, arrestati anche cinque italiani

riceviamo e pubblichiamo

Nei "tafferugli" della giornata sono stati arrestati ad Atene, cinque compagni italiani. Per ora sappiamo di Alessio, Mirko, Loredana e Beppe.

Maggiori informazioni in seguito


dai media - rainews24

Ci sono cinque cittadini italiani tra le 162 persone che la polizia greca ha arrestato ieri, alla vigilia delle manifestazioni organizzate per il primo anniversario della morte di un ragazzo ucciso da un poliziotto ad Atene.

La morte del 15enne Alexis Grigoropoulos scateno' lo scorso inverno una guerriglia urbana mai vista nel Paese. Un gruppo di dodici sospetti militanti anarchici, tra i quali cinque italiani (quattro uomini e una donna) e tre albanesi, sono stati bloccati nella capitale greca dopo che due automobili sono state incendiate nel quartiere centrale di Exarchia, lo stesso in cui fu ucciso Grigoropoulos il 6 dicembre 2008. Altri 81 presunti militanti sono stati fermati per essere interrogati.

Dom, 06/12/2009 – 02:23

Una bomba di carta.

Nella notte tra il 19 ed il 20 ottobre 2008, alcuni amanti della libertà, con il coraggio di osare laddove altri rimandeano indefinitamente il tempo dell'azione, lanciavano un paio di “bombe carta” all’interno della caserma dei Vigili di Parma, responsabili del pestaggio a sfondo razziale dello studente ghanese Emmanuel Bonsu, e appendevano uno striscione nelle sue vicinanze.

Lo striscione recitava: “Contro il razzismo infiamma la reazione. Vendetta non giustizia! Monteverdi via!” (Costantino Monteverdi: l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Parma).

Nelle ore successive furono fermati ed arrestati alcuni anarchici, accusati di essere i responsabili.

I giudici decisero l’imputazione per “esplosione e porto abusivo di materiale esplodente con finalità di terrorismo”. I tre anarchici, a cui si aggiunse la posizione di un quarto compagno indagato a piede libero, si sono fatti da allora mesi e mesi tra carcerazione preventiva, arresti domiciliari ed altre misure coercitive.

Questo fino al 2 dicembre di quest’anno, quando il Giudice, Gabriella Castore del Tribunale di Bologna, ha deciso con rito abbreviato, dopo una perizia tecnica, di modificare le accuse in quanto le famose “bombe carta” si sono rivelate semplicemente dei petardi.

Ciò non ha impedito la condanna di alcuni degli accusati. Nora è stata condannata ad un anno, Madda, che si trovava ancora ai domiciliari ed è stata finalmente liberata, ad un anno e due mesi, che è poi, “casualmente”, il tempo che ha già trascorso tra carcere e domiciliari. Giuseppe ha scelto un’altra via processuale e sarà giudicato dalla Corte d’Assise di Parma il 15 marzo. Simone, invece, è stato assolto con formula piena.

Dipinti dai giornalisti, per settimane e mesi, come terroristi da rinchiudere e diffamare, inserendo negli articoli nomi, cognomi, paesi di residenza e, in alcuni casi, perfino le loro foto, i pennivendoli infami hanno voluto creare i presupposti per una successiva condanna degli anarchici, dando prova, anche questa volta, della loro squallida propensione all’obbedienza nei confronti di chi comanda, schierandosi apertamente dalla parte dei persecutori, degli sbirri, della repressione.

I compagni hanno trascorso la detenzione accettando le conseguenze delle ritorsioni che uno stato che imprigiona le idee, i sogni e le pratiche per realizzarli inevitabilmente mette in atto contro chi si batte per un mondo senza ingiustizie e senza oppressione, senza schiavi e senza padroni.

Ma nelle galere di questa galera più grande che è l’organizzazione sociale odierna, sono migliaia le donne e gli uomini che vengono ammassati uno sull’altro e dimenticati dietro le celle dal cosiddetto mondo civile, peraltro in costante aumento a causa dell'invenzione di sempre nuovi reati e dell'inasprimento di quelli esistenti.

La maggior parte di loro si trova nella stessa identica situazione dei compagni anarchici e cioè in carcerazione preventiva, senza avere ancora subito il primo grado di un processo, alla faccia della tanto sbandierata “presunzione di innocenza”. La maggior parte di loro è detenuta per reati minori legati all’inasprimento delle leggi sulle droghe, a delitti contro la proprietà privata oppure all’immigrazione clandestina, così designata dai razzisti che ci governano e che ne hanno fatto un crimine.

Che qualcuno di questi dimenticati muoia, ad un ritmo altissimo, suicidati dallo Stato o pestati a sangue da qualche servo in divisa, non importa a nessuno.

In una società che invoca sempre più “sicurezza”, sempre più poliziotti picchiatori, sempre più telecamere, sempre più militari per le strade, sempre più controllo, nuovi “volontari civici”, nuove divisioni tra persone nate in paesi diversi, nuovi moduli carcerari, l’unica sicurezza è quella che gli sfruttati sono il bersaglio stabilito di un progetto che mira a distruggere a mano a mano le residue libertà che ancora ci sono restate. Contro questo mondo paranoide e securitario, contro l’allargamento a macchia d’olio della degenerazione collettiva, contro l’organizzazione sociale degli sfruttatori e dei carcerieri, gli anarchici non dovranno lesinare una goccia del loro sudore. Affinché il muro dell’autorità e della violenza istituzionale possa crollare e divenire macerie.

Alcuni compagni sono ritornati tra noi, sulle barricate,

molti altri sono ancora prigionieri di guerra;

Un grosso abbraccio a Madda, finalmente libera!

Solidarietà ai compagni rivoluzionari tuttora detenuti nelle

patrie galere ed in quelle di tutto il mondo.

Tutti/e liberi/e (e ribelli!)


Anarchici di Ferrara.

Ven, 04/12/2009 – 21:42
Mer, 22/11/2006 – 13:02
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