Repressione e solidarietà

Repressione, news e solidarietà

Torino - Gesù ama gli Squatters

Oggi martedì 29 dicembre ‘009 alle 17 c’è stata un’azione degli squatter di Torino che con un corteo simbolico hanno menato in giro un Gesù Cristo blasfemo issato su di un pick up bianco con le sue guardie del corpo: l’arcangelo Gabriele e l’arcangelo Tommy figlio del sindaco Chiamparino.
Intanto sull’imitazione sabauda del pantheon (Gran Madre) è stato issato un lenzuolo di 10 m x 4  che rappresenta la figura dipinta sulla Sacra Sindone su cui si sovrappone la scritta FALSO.
Il corteo, o meglio la pia processione, dopo aver circumnavigato la Gran Madre raggiunge piazza Castello percorrendo tutta via Po per dare sostegno ai NO TAV in agitazione davanti alla prefettura. dimostrando, se ce ne fosse bisogno, che le vie del centro ce le prendiamo quando vogliamo,
Questa iniziativa fa parte della 4 giorni  TOTAL CONTEST BELLAVITA

Qui di seguito il testo del volantino distribuito durante la processione:

Mer, 30/12/2009 – 10:59

Roma - Solidarietà a compagni/e sotto processo in Grecia

 

 

Questo è uno striscione apparso il 16 Dicembre di fronte all' ambasciata Greca a Roma, in occasione dei processi che si svolgevano in quei giorni ad Atene a carico di alcuni/e compagni/e.

 

 

 

“La Grecia ai greci poliziotti,infami,assassini e torturatori-Solidarietà con i compagni processati ad Atene-Libertà per I.Dimitrakis”

Dom, 20/12/2009 – 17:03

Firenze - Azione anarchica in centro, 11 denunce

(ANSA)- FIRENZE, 16 DIC - Denunciate 11 persone per il blitz a Firenze con lo spargimento di liquido maleodorante davanti alle vetrine nelle vie eleganti del centro. Gli agenti hanno individuato i manifestanti mentre erano ancora in centro. Si tratta di persone di eta' compresa fra i 18 e i 30 anni appartenenti all'area anarchica. Sono scattate denunce per manifestazione non preavvisata e di deturpamento e imbrattamento di cose altrui. Il cattivo odore e' tuttora persistente nella zona.

Mer, 16/12/2009 – 02:56

Milano - Fermi per scritte su Pinelli

fonte: corriere

MILANO - «Pinelli non si dimenti...»: questa la scritta che stavano tracciando sul muro, proprio di fronte alla Questura di Milano. Un ricordo per Giuseppe Pinelli, l'anarchico arrestato per la strage di piazza Fontana e poi morto in Questura. Nella notte tra martedì e mercoledì un gruppo di 9 giovani appartenenti al «Kollettivo Nuova Resistenza» (Knr) è arrivato in via Montebello e, armato di spray, stava per lasciare una scritta per ricordare l'anarchico, a pochi giorni dai 40 anni della strage. Un piantone ha notato la scena e ha chiamato altri colleghi, che hanno bloccato e identificato nove ragazzi. Uno di loro - C.A., 30 anni, di Milano - è stato denunciato con l'accusa di danneggiamento, perché sorpreso in flagranza. Sull'episodio indaga la Digos guidata da Bruno Megale.

Mer, 16/12/2009 – 02:22

Argentina - Espulsi i combattenti Marcelo Villarroel e Freddy Fuentevilla

Il governo argentino ha espulso i compagni Marcelo Villarroel e Freddy Fuentevilla. I due sono stati trasferiti in aereo in territorio cileno, all'interno di un'impressionante operazione di polizia.
I compagni sono giunti alle 22.45 di martedì, 15 dicembre, alla frontiera Licura de Lonquimay (tra Argentina e Cile), per esser poi trasferiti fino all'aeroporto Maquehue (Comune di Padre las Casas) nella IX regione de La Araucanía e fatti salire su un elicottero fino alla regione Metropolitana, in cui dovranno esser interrogati dalla Procura.
Secondo quanto ha dichiarato con prepotenza il sottosegretario degli Interni, Patricio Rosende, "adesso è l'ora della giustizia cilena in modo che si applichino le dovute sanzioni. Le gestioni per il loro trasferimento sono state molteplici e sono culminate con un operativo della PDI che li ha trasportati fino a Santiago".
La servile autorità ministeriale ha annunciato che i due combattenti saranno sentiti in procura alle prime ore di mercoledì, momento in cui la Fiscalía Centro Norte "prenderà il controllo". "Adesso la giustizia cilena ha l'ultima parola, non c'è impunità per nessun reato" ha affermato il sottosegretario, lo stesso che ha dato ordini di presidiare militarmente il territorio mapuche e che come componente della amministrazione della Bachelet ha mantenuto l'impunità per i responsabili degli oltre 70 assassinii della democrazia.
Marcelo e Freddy sono stati arrestati il 15 marzo 2008 a San Martín de los Andes (Argentina). A causa di una montatura, secondo la quale i due sarebbero i responsabili della rapina al Banco Security e dell'assassinio dell'ufficiale Luis Moyano, i compagni avevano decido di abbandonare il suolo cileno e di entrare illegalmente in Argentina, con l'intenzione di salvaguardare la vita ed avviare una istanza di rifugio umanitario.
"Lottatori sociali e orgogliosi combattenti popolari" così si definiscono i due compagni che, durante oltre un decennio, hanno dovuto affrontare criminalizzazione, tortura, repressione e detenzione.
Il 29 settembre 2008 si è tenuto il processo in Argentina, nel quale sono stati condannati a 3 anni e 3 mesi di carcere per porto illegale di armi da guerra.
Durante la loro permanenza nelle prigioni argentine i 2 compagni sono stati vittime di perquisizioni e pestaggi. Lo stesso trattamento è stato riservato ai familiari e agli amici che si sono recati ai colloqui.

Mar, 15/12/2009 – 20:40

Bologna - Rassegna stampa e indirizzi compagni arrestati

Non si hanno notizie nuove al momento sulla situazione dei compagni arrestati sabato 12 dicembre a bologna durante una manifestazione antifascista.
Sono detenuti al transito della Dozza in attesa della convalida o del processo per direttissima.

per telegrammi e lettere

Roman Nicusor
Nadalini Roberto
Vaccari Andrea

casa circondariale Dozza
via del Gomito 2
40127 bologna

Da il Corriere di Bologna, domenica 13 dicembre 2009

I disordini- Cariche, manganellate e inseguimenti da via Indipendenza a
via Riva Reno

NATALE IN CENTRO, FRA SHOPPING E SCONTRI
SASSI SULLA POLIZIA, ARRESTATI TRE ANARCHICI

Tafferugli alla manifestazione contro i “nazi”: sette i fermati
In un sabato sera freddo, ma brulicante di persone, il centro di Bologna
ha vissuto ieri dei brutti momenti. La gente in strada si è trovata ad
assistere, sbigottita e spaventata, a una guerriglia tra anarchici e forze
dell’ordine. Inseguimenti, lanci di petardi e sassi, cariche, manganellate.
Da una parte i ragazzi “in nero” dall’altra le divise. Il tutto in un arco
spazio-temporale ampio: da via Riva di Reno a via Indipendeza, dalle 20
alle 21 circa. Alla fine, poco dopo le 21 in vicolo Ariosto (laterale di
via Indipendenza), i carabinieri hanno acciuffato gli ultimi anarchici.
Sono sette in tutto i fermati, tra cui una donna. Ma alla fine soltanto tre
vengono arrestati: frequentano il circolo di via San Vitale Fuoriluogo,
ormai noto alle cronache, e tra loro c’è anche Roman Nicusor, romeno di 29
anni, tornato in libertà soltanto 10 giorni fa.
Ma partiamo dal principio. Ieri, a quarant’anni dalla strage di piazza
Fontana, gli anarchici si erano dati appuntamento alle sette di sera
all’incrocio tra via Riva Reno e piazza Azzarita. “Sgomberiamo i fascisti”,
era l’appello alla mobilitazione che girava in rete da giorni. Cento metri
più in là, nel club Anni ’80 di via Riva Reno, il partito di estrema destra
Forza Nuova aveva organizzato il concerto del gruppo skin di destra Nessuna
Resa. Una “provocazione fascista” per gli anarchici. Ed ecco dunque un
copione già visto mille volte: i neri da una parte, i rossi dall’altra e
nel mezzo la polizia. Tantissima: decine di agenti e carabinieri a tenere
lontani i due gruppi. Al presidio in piazza Azzarita non hanno risposto
solo i promotori (gli anarchici, appunto), ma anche alcune decine di
persone che, cinque ore prima, avevano preso parte al corteo indetto dall’
Assemblea Antifascista Permanente, una manifestazione pacifica ed
autorizzata partita da porta Lame e finita allo stadio. A due passi dai
militanti di estrema destra, dunque, c’erano circa 200 persone molto
arrabbiate.
All’inizio soltanto cori contro “i fascisti”, poi, dopo una mezz’oretta,
il primo lancio di petardi verso la polizia da parte di una quindicina di
ragazzi con i volti nascosti da sciarpe e caschi e armati di bastoni. Poi,
all’improvviso, un centinaio di persone si sono staccate incamminandosi
verso via Marconi, ma prima, alcuni di loro hanno rubato una cariola da un
cantiere e l’hanno riempita di sanpietrini. È con questi sassi che hanno
danneggiato la vetrina di una banca in via Riva Reno, altri sono stati
lanciati contro la Cariparma di via Marconi. Ma è al confine tra la zona
aperta al traffico e la T che la situzione è degenerata: qui le forze
dell’ordine hanno caricato i manifestanti, per un lancio di oggetti,
sostiene la questura. La carica è stata violenta e la risposta anche: da
una parte volavano manganellate, dall’altra sassi. Tre ragazzi sono stati
bloccati e ammanettati a terra, davanti allo sguardo allibito dei passanti.
Sono i tre anarchici per cui, più tardi, verrà formalizzato l’arresto. Ma
non è finita qui. Le forze dell’ordine provano ad acciuffarne altri. Li
inseguono lungo via Ugo Bassi, ma ormai la maggior parte dei manifestanti
si è dispersa nelle viuzze laterali. In piazza Nettuno la polizia blocca il
traffico mentre i carabinieri, più avanti, in vicolo Ariosto, ne fermano
altri quattro. E il centro torna quello di sempre.
Intanto, al club Anni ’80 di via Riva Reno, i “Nessuna Resa” hanno tenuto
come da programma il loro concerto. I “fascisti” non hanno fatto una piega,
nonostante quello che una ragazza ha detto al megafono prima che il
presidio si sciogliesse e cioè che il concerto era stato rinviato.

da Il RESTO DEL CARLINO di domenica

Sassaiole e cariche, guerriglia in centro
Gli anarchici scatenano il caos: scontri con la polizia, sette fermati
di ENRICO BARBETTI

PER DIMOSTRARE fino in fondo il proprio attaccamento ai ‘valori
dell’antifascismo’, alcune decine di anarchici armati di mazze e
sanpietrini e coperti da caschi e passamontagna, hanno scatenato la
guerriglia in centro, scontrandosi con le forze dell’ordine, bloccando
il traffico e prendendo a sassate le vetrine di due banche. A fine
serata sette attivisti, fra cui una ragazza, sono stati fermati e
portati in Questura.
TRA LORO c’è l’arcinoto leader rumeno del circolo Fuoriluogo, Nicusor
Roman, già celebre per essersi barricato sulla Torre degli Asinelli nel
2008, e appena liberato dopo un periodo di detenzione a Sollicciano. Il
pretesto per il raid era rappresentato dalla concomitanza tra il 40°
anniversario della strage di piazza Fontana e il concerto di un gruppo
rock di estrema destra, i ‘Nessuna resa’, in programma in un club di
Forza Nuova in via Riva Reno. La zona è stata blindata fin dal
pomeriggio da cordoni di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa.
IL PRESIDIO ‘antifascista e democratico’, convocato per le 19 con un
appello pubblicato sui siti antagonisti, si è formato a partire dalle 19
al distributore di piazza Azzarita. Circa 150-200 manifestanti hanno
fronteggiato per un’ora il cordone del reparto mobile. Alcuni hanno
raccolto pietre in un vicino cantiere, caricando una carriola e un
carrello da supermercato. Verso le 20, dopo un lancio di petardi e
fumogeni, il gruppo si è diviso. Il troncone più numeroso e agguerrito,
formato da circa 80 anarchici, si è mosso lungo via Riva Reno verso via
Lame.
La polizia ha seguito i manifestanti che, armati di bastoni e travisati,
lungo il tragitto si sono scagliati contro due istituti di credito
continuando a portarsi dietro il carico di pietre. Giunti in via
Marconi, gli attivisti si sono schierati in mezzo alla strada e hanno
continuato a marciare lentamente. Il traffico è andato in tilt. Agli
agenti si è unito un contingente di carabinieri e, quando il gruppo è
arrivato nei pressi dell’incrocio con via Ugo Bassi e piazza Malpighi, è
scoppiato il finimondo. Le forze dell’ordine hanno caricato gli
anarchici; lo scontro è stato violento, inframezzato da una pioggia di
bottiglie, sassi e petardi. Tre manifestanti, tra cui Nicusor, sono
stati bloccati contro la fiancata di un autobus e ammanettati dopo una
breve colluttazione.
Il resto del drappello ha percorso via Ugo Bassi e si è poi disperso
all’altezza di piazza Maggiore. Altri quattro attivisti sono stati
individuati in via Indipendenza, inseguiti e fermati in un vicolo cieco.
In tutto questo, il concerto dei ‘Nessuna resa’ si è svolto
regolarmente. All’appello per il presidio avevano aderito, oltre a
centri sociali e Assemblea antifascista permanente, l’Anpi di Pianoro e
lo scrittore Valerio Evangelisti. L’antipasto al movimentato sabato sera
è stato un corteo antagonista partito da Porta Lame alle 15 e conclusosi
senza incidenti allo stadio. Lo striscione di apertura recitava: ‘La
violenza è monopolio di Stato: nelle carceri uccide, nei Cie stupra’.
Parola di democratici con le mazze.


da Repubblica di domenica

Antagonisti all´attacco, guerriglia in centro
Annunciata contestazione al concerto Nazirock: scontri, cariche e fumogeni

In via Riva Reno suonavano i "Nessuna Resa". Sette fermati dalla Questura
ALESSANDRO CORI

La rabbia dei gruppi antagonisti ieri sera si è fatta sentire in lungo e
largo per la città. Scene di guerriglia in centro, fino davanti piazza
Maggiore, con lanci di pietre, cariche della polizia e petardi esplosi a
ripetizione. Tutto questo sotto gli occhi increduli della gente che
iniziava il sabato sera. I militanti anarchici non volevano che si
svolgesse il concerto della band legata a Forza Nuova, i "Nessuna Resa",
e così dopo un aver organizzato un presidio con circa 250 militanti a
poche centinaia di metri dal luogo dell´esibizione, in una via Riva di
Reno blindata dalle forze dell´ordine, hanno dato vita ai disordini. Al
termine degli scontri, i fermati sono stati almeno sette, tra cui una
donna.
Poco prima delle otto, ai due estremi della rotonda che divide via Riva
di Reno, la tensione è già alta. I blindati delle forze dell´ordine
chiudono la strada e mentre gli anarchici dal megafono annunciano di
voler sfondare il blocco, gli agenti si preparano a lanciare i
lacrimogeni. Per dieci minuti c´è un silenzio quasi irreale, poi invece
di sfondare i manifestanti indietreggiano, si dividono, e il gruppo più
grande, un centinaio di ragazzi, con bastoni e pietre in mano risale via
Marconi. Gli agenti li seguono. La serata di «resistenza e caccia ai
fascisti, per impedire il concerto Nazi rock» era già stata annunciata
da tempo sui siti degli estremisti anarchici. All´incrocio tra via
Marconi e Ugo Bassi parte la sassaiola e i funzionari della Digos
ordinano la carica. Il traffico va in tilt. Due manifestanti vengono
fermati e sbattuti addosso a un autobus. Un altro che portava una
cariola piena di pietre viene bloccato. Il gruppo di contestatori
continua a correre verso via Indipendenza. La gente scappa. In vicolo
degli Ariosti i carabinieri fermano altre quattro persone. Il resto dei
contestatori si sparpaglia ovunque. Le camionette sfrecciano a sirene
spiegate. Per terra rimangono bastoni e petardi esplosi.

Lun, 14/12/2009 – 12:42

Maroni e La Russa - Dal tirannicidio al liberticidio

Quando lo Stato perde il primato della violenza...

fonte: rainews24

Maroni e il tirannicidio (ahinoi...) - "Ieri Berlusconi ha rischiato di essere ferito gravemente, ha rischiato di essere ucciso!"

Il liberticidio di Maroni - Valutiamo di oscurare i siti internet
"Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza". [Non riferendosi ai forum leghisti identitari .ndr]
Il ministro degli Interni Roberto Maroni esprime preoccupazione per la quantita' di siti web che inneggiano all'aggressore del Presidente del Consiglio. Come ha detto durante la conferenza stampa al termine del vertice per l'ordine e la sicurezza che si e' tenuto questa mattina in prefettura, Maroni ha "avuto modo di vedere ieri sera la presenza di siti web che inneggiano ad atti di violenza e vorrei ricordare che l'istigazione a delinquere e' un reato".
Maroni si riferiva in particolare a due siti web: Facebook e Indymedia. "Da uno screening fatto dalla Polizia Postale su Facebook sono emersi piu' di 300 gruppi inneggianti a Tartaglia - ha riferito il ministro - tra cui 'Santifichiamo Massimo
Tartaglia', 'Evviva l'eroe Tartaglia'". Il ministro ha anche parlato di Youtube dicendo che i video con l'aggressione sono stati commentati da utenti che inneggiano alla violenza. Secondo quanto riferisce sempre il ministro uno di questi commenti recita: "A Natale si puo' fare di piu'". Preso di mira dal titolare del Viminale anche il sito Indymedia che secondo quanto riportato da Maroni avrebbe pubblicato un articolo in cui si leggeva "Perche' siamo felici che Berlusconi abbia preso un cartone. Perche' un uomo qualunque ha dimostrato che il potere non e' intoccabile". Il ministro inoltre riportando un appello fatto sempre su Indymedia che invita alla schedatura dei volti di Polizia, Carabinieri e Digos, ha parlato di questo commento come una "chiara istigazione a colpire uomini che fanno il loro dovere". "

Lun, 14/12/2009 – 12:25

Roma - Volantino distribuito al presidio sulla strage di Stato e sulle morti di Stato

“Noi siamo i figli dei padri ammalati, aquile al tempo di mutar le piume, svolazziam muti, attoniti, affamati, sull'agonia di un nume…” Emilio Praga, Preludio

LO STATO UCCIDE...

Questa lapidaria realtà ci viene sempre più spesso ricordata dal susseguirsi degli eventi, da macabri elenchi di vite spezzate da un proiettile, frantumate dai manganelli, fuse da una colata di acciaio, per strada, nelle caserme, sul posto di lavoro, nelle carceri, nei Cie... Il Potere ci uccide ogni giorno, succhiandoci la vita dal corpo, attanagliandoci in un sistema basato sullo sfruttamento capitalista, dove i soldi e il prestigio sociale, dilaniano ogni desiderio e passione vitale, mentre distrugge progressivamente la Terra. I suoi cani da guardia sono là, per strada, nelle loro bieche divise, ma sono anche in quella zona grigia della società fatta dai colletti bianchi del capoufficio, del professore, del prete, del sindacalista, dello psichiatra; ognuno pronto a sedarci, persuadeci e in ogni caso a calmarci... Perché dovrei calmarmi? La rabbia mi fa tremare le mani, ribollire il sangue nelle vene, mi acceca la vista… Perché dovrei calmarmi? No, devo attaccare; perché il cane da guardia alberga anche dentro di me quando chiudo un occhio su un ingiustizia, quando delego ad altri la mia lotta, quando nei momenti di rassegnazione e acquiescienza penso “tanto sarà sempre così”. Devo attaccare perchè l’oppressione non è anonima, ma ha nome ed indirizzo. Devo attaccare perchè so che c'è chi è responsabile di tutto ciò. Ci sono dei responsabili per la strage di Stato di Piazza Fontana del "lontano" 1969, per la morte di Carlo, di Alexis, di Stefano, di Diana e per quella di ogni detenuto, di ogni migrante respinto in mare così come di ogni operaio sul posto di sfruttamento... E non spetta ad un lurido tribunale di carogne, di ogni sorta, stabilire “giustizia e verità”, in base al loro diritto ed ai loro gelidi codici di legge. La decisione spetta solo a me. Con i miei metodi, le mie conoscenze e secondo i miei desideri e le mie tensioni... E' giunta l'ora di farla finita con le mezze misure e con lo spettacolo, con le zavorre del passato e con la politica tutta, coi nostalgici dei bei tempi passati e con lo sterile ciarlare continuo ed incessante: muto, attonito ed affamato di vendetta, assisto alla caduta inesorabile di questo marcio esistente per poi esser pronto in un baleno ad insorgere, per divenire ciò che sono. Nella mia testa e nel mio cuore ora aleggia uno splendido verso: "Se non tu, chi? Se non ora, quando?"

Lun, 14/12/2009 – 11:31
Mer, 22/11/2006 – 13:02
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