Peasi Baschi - Azione contro il TAV
fonte: http://ch.indymedia.org/

Oggi 23 di Luglio all’una, 40 persone sono entrate nei cantieri del TAV in Eskoriatza nel quartiere Mazmela. 7 persone si sono incatenati alle due scavatrici che stavano lavorando nel cantiere, paralizzandole durante alcune ore. 5 degli incatenati sono stati sciolti per l’ertzaina, e poi hanno obbligato a tutti gli altri ad uscire del cantiere. Alle 17.30 sono arrivati i pompieri e hanno sciolto ai due che rimanevano, questi stavano incatenati con lucchetti rigidi di moto.
CON AZIONi COME QUESTA FERMEREMO IL TAV FRA TUTTE
TAV NON E PUNTO
Ekintza zuzena denon betebeharra da!! (l’azione diretta è obbligazione di tutti )
Autoorganizazioa eta borroka (autorganizzazione e lotta)
¡PARAD LAS OBRAS! ¡NO AL TAV! (fermare i cantieri)
Un’altra volta (e sono decine), un gruppo di persone si sono incatenati alle macchine distruttrici del TAV nelle terre afettatte di Mazmela (Eskoriatza), per denunziare direttamente e con fermezza il modello devastatore e capitalista che conporta il progetto del TAV.
Il intorno di Mazmela, lascia alla vista la febbre estrema di sviluppo che polítici e impresari ambiziosi senza misura portano avanti. Distrugge, di forma irreversibile, gli ogni volta più scarsi boschi e terre agricole. In questa valle, in tutta Euskal Herria e nel resto del mondo. Dopo aver coperto totalmente di cemento e asfalto le valli e conche principali, il TAV ella AP-1 (autopista), vogliono adesso distruggere (più) le falde delle montagne, le acque sotterrane e le conche delle valle secondarie. Questo solo in Debagoiena. E questo mostro, lo vogliono portare con la stessa “sorte” a Marín, Zarimutz, Mazmela, Bolinburu, Kuatrobientos, Kobate, Angiozar, Ipurtieta, Basalde, ed a tante altre valli, luoghi, campi e boschi.
La distruzione smisurata di questo intorno, che qui salta alla vista, tiene altre implicazioni occulte che vogliamo rendere evidente. Queste ultime decade, e nella maniera che il modello neocapitalista ha duplicato nella CAPV (Comunità Autonoma Vasca) le terre fatte diventare artificiali (non produttive), ad un gran settore della cittadinanza non le ha portato più che un supposto, pero falso “benessere”: precarietà, accidenti di lavoro e impoverimento, case a prezzi proibitivi, l’aumento dell’ansietà e la depressione, dominio della società di consumo. Per non parlare della batosta che dà al modello agricolo del caserío (tipica casa di contadino) ferito a morte da tanto tempo: espropriazioni forzate delle terre fertili, distruzione dell’intorno, frammentazione della società più cercane mettendo ogni volta più ostacoli agli intercambi diretti fra produttori e consumatori, e facendo crescere il protagonismo dell’agricoltura industriale, ecc.
Adesso, in questo periodo di crisi siamo ogni volta di più le persone che abbiamo chiaro che deviare quantità ingenti di denaro púbblico agli amanti del cemento, aparte di essere un’estafa, è un insulto alla cittadinanza nei suoi propri nasi. Questa rapina chiude il cammino alla solidarietà tra i popoli e ci lascia senza uscita opzioni basate nella non vicinanza, essendo lì, precisamente, per dove crediamo che dovrebbe venire l’inizio della soluzione dei gravi problemi che soffriamo in Euskal Herria e nel resto del mondo.
Per tutto questo facciamo un ampio apello alla società a dare un NON rotondo al TAV e a questo modello distruttivo, depredatore, escludente e insopportabile. Da qui convochiamo a tutte le persone sensibilizzate il prossimo giovedì 31 di luglio, durante la celebrazione del Kanpazar Eguna, ad avvicinarsi attraverso la montagna e a dire NON contundente alla espansione dei lavori del TAV mediante la concentrazione che celebreremo a partire dell’una sotto la stessa cava distrutta d’Udalatx.
¡NON AL TAV Ne’ AL MODELlO DESARROLLISTA DiSTRUTTORE!
CON AZIONI COME QUESTA FERMEREMO IL TAV FRA TUTTE
TAV NO Y PUNTO

