Imbrattamento cripta Mussolini - Cronaca di una tipica indagine ai tempi della democrazia

riceviamo e diffondiamo:

Vi ricordate l'imbrattamento alla "cripta Mussolini"?
Il 26 novembre 2011 ignoti avevano scritto promemoria antifascisti sulle mura-mausoleo della tomba del dittatore fascista e ne avevano imbiancato alcuni portoni con vernice bianca.
Di questo episodio hanno scritto tutti (tre!) i giornali locali, con toni più o meno scandalizzati/scandalistici e ne abbiamo scritto anche noi sulla Scintilla.
A seguito di questo "atto criminoso" l'abitazione di alcuni antifascisti romagnoli è stata perquisita dai carabinieri del nucleo di Predappio e di Meldola, perquisizione questa basata solo ed esclusivamente sulle note posizioni antifasciste degli abitanti della casa e supportata da nessuna prova reale.
Idee antifasciste che rivendichiamo e sosteniamo con sempre maggior forza vista l'ombra nera che sta sovrastando questo paese con sempre maggior rischio di arroganti colpi di mano fascisti (già lo stato di polizia è stato applicato: chiedetelo alla Val Susa)
Una risposta repressiva che non si vedeva da quei neri maledetti anni in cui il dittatore predappiese era ancora sfortunatamente vivo e in grado di impartire ordini ai suoi sgherri. Una risposta repressiva che va a colpire le idee e non i fatti, per i quali tra l'altro, non esiste nessuna prova di colpevolezza dell'indagato.
Oggi il potere cambia volto, gli sgherri vestono divise diverse, ma la situazione è sempre la stessa.
Oggi (mercoledì 7 marzo) appare su uno dei quotidiani sopraccitati un articolo che recita "anarchici sotto torchio per la tomba del duce" in cui i fedeli ricalcatori delle veline delle caserme (che non mancano mai di chiamare il dittatore fascista con l'affettuoso appellativo "Duce") ci informano che i due anarchici indagati sono stati "torchiati" da un interrogatorio dei carabinieri che starebbe portando alla chiusura delle indagini in quattro e quattro otto.
Chi scrive è indagato in questa schifosa faccenda (unico indagato anche se i giornalisti della Voce credono che ve ne sia un altro) e si permette di dare una visione meno "Perry Mason" dei fatti accaduti e tutt'ora in svolgimento.
L'interrogatorio a cui mi hanno sottoposto è durato una mezzoretta scarsa (invece delle "diverse ore" di cui scrive La Voce) ed è stato quasi interamente incentrato sulle idee:
domande come "...cosa ne pensa della condanna verbale del sindaco di Predappio riguardo agli imbrattamenti?" o esplicita richiesta di commenti delle scritte fatte sui muri della tomba del dittatore che riportano a veri e propri processi alle idee tipici delle dittature novecentesche fondate sulle ideologie.

Premettendo che chi scrive non reputa legittima l'esistenza di tribunali, giudici, sbirri interroganti e di indagati interrogati e combatte il mondo che li ha generati, ma anche stando alla legge e alla costituzione che i servi dello Stato dicono di onorare, l'antifascismo è elevato a valore e principio fondamentale di questa repubblica, ergo, tutta questa indagine è solo l'ennesima prova che il volto del potere cambia ma la sua natura autoritaria mai.
Dall'amnistia Togliatti fino al G8 di Genova passando per la strategia della tensione, l'Italia non ha mai reciso il suo canceroso legame col fascismo e se una volta la fermezza popolare dava risposte concrete e tenaci alla merda nera che insidiava le lotte e la libertà della gente, oggi i fascisti trovano sempre più sponde fertili per la loro rivalsa, dalle aule dei tribunali, ai partiti politici, al braccio armato dello Stato.

Inutile forse ribadire che come sempre la democratica giustizia della repubblica italiana colpisce chi dissente, chi è attivo nelle lotte contro questo mondo di merda, chi non si rassegna alla rassegnazione, chi non cede un passo delle proprie convinzioni, mentre chi opprime, manganella, incarcera, pesta, violenta, uccide si guadagna delle medaglie al valore.
Per concludere questa testimonianza ribadisco solo che l'unica giustizia che possiamo strappare per noi, le nostre vite, i nostri territori è quella che decidiamo collettivamente e che applichiamo quotidianamente, senza delegare a toghe, divise, manganelli o sedicenti professionisti le sorti delle nostre esistenze.

Non si sta indagando una scritta a bomboletta spray, si sta indagando l'attività sul territorio di un antifascista, si sta indagando un individuo che lotta, si stanno indagando le sue idee.
Questa indagine tragicomica (ridicola per l'alibi, pericolosa per ciò che rappresenta: criminalizzazione delle idee) forse porterà ad un processo o forse si inabisserà, in ogni caso resta un precedente schifoso e cupo a cui far riferimento quando sempre più pressante si fa la repressione nei confronti di chi non commette reati veri e propri (ribadisco: e anche se fosse sarebbe sbagliato)  ma si muove per sensibilizzare la gente riguardo a cause fondamentali come la difesa dei territori (No Tav per esempio), l'antifascismo e l'anticapitalismo.

La capillare spietatezza del potere è però sempre anche sintomo della sua debolezza.
In un mondo in cui vengono a mancare oramai anche le uniche costose cazzatine con cui il Sistema ci ha abbindolati e ammansiti, chi esercita il dominio sul mondo non ha più carte da giocare per mantenere servili e docili i propri dominati se non vietare sempre di più, opprimere sempre di più, spaventare sempre di più, tassare sempre di più, reprimere sempre di più.
Lasciare spiragli di rivalsa significherebbe la fine.
Quando il mostro è in maggior crisi mostra le zanne più aguzze, ma si sbilancia facilmente il grasso bastardo: più colpi al Sistema, più libertà per tutti noi.

I fascisti sono i più fedeli servi del potere specie quando questo vacilla, mai abbassare la guardia.
Solidarietà a tutti gli arrestati e indagati per il proprio agire antifascista, anticapitalista.
Ribelle.


- L'indagato-
Ven, 09/03/2012 – 23:09
tutti i contenuti del sito sono no-copyright e ne incentiviamo la diffusione