Migranti

Informazioni, ribellioni sui Centri di Permanenza Temporanea e sui Migranti

Milano - Sciopero della fame nel Cie di via Corelli

Non si è fatta attendere la reazione all'approvazione in Senato del Pacchetto Sicurezza. Da questa mattina, infatti, i reclusi dell'area maschile del Cie di via Corelli sono in sciopero della fame. Non si hanno ancora notizie, invece, dell'area femminile. I reclusi protestano contro la nuova legge e contro il comportamento della Croce Rossa che, all'annuncio della votazione parlamentare, ha sospeso la fornitura di una serie di beni (sigarette, ricariche telefoniche, ecc.) che fino al giorno prima venivano forniti ai detenuti. A presto nuovi aggiornamenti.

Ven, 03/07/2009 – 13:44

Regno Unito - Cronache di resistenza dai centri di detenzione privati per migranti

Giugno è stato un mese caratterizzato da scioperi della fame e rivolte nei centri di detenzione per migranti di Brook House, situato nell'aeroporto di Londra-Gatwick, e di Yarl's Wood, quest'ultimo già protagonista di numerose rivolta e denunce di abusi dalla sua apertura nel 2000.  

Il 12 giugno 2009, un gruppo di reclusi della prigione per migranti di Brook House ha iniziato a resistere alla chiusura delle celle, dando vita a una rivolta. Le guardie, dipendenti della compagnia di carcerazione privata G4S, hanno invaso l'ala presa dai prigionieri. I reclusi hanno quindi iniziato a devastare il settore amministrativo e le celle, bruciando il materiale in un grosso falò acceso nel cortile. La rivolta è stata soppressa la mattina successiva da agenti antisommossa specializzati del “Tornado Team”. Durante i disordini, confinati all'ala A, molti altri reclusi negli altri settori del centro sono stati rinchiusi nelle celle per 24 ore; per quel periodo sono stati forniti loro esclusivamente una mela e una barretta KitKat.

Due giorni dopo, i migranti prigionieri nel centro di Yarl's Wood hanno iniziato uno sciopero della fame, rifiutandosi di recarsi alla mensa. Quest'azione è stata intrapresa in risposta alle condizioni umilianti e disumane imposte ai reclusi che, in questo lager gestito dalla compagnia privata Serco, comprendono bambini piccoli e individui con problemi di salute.
L'indomani i reclusi sono riusciti a evitare la deportazione di una famiglia, quindi il mercoledì hanno iniziato a occupare i corridoi del centro. La Serco ha risposto inviando oltre 30 guardie per rimuovere violentemente i blocchi, arrivando a strappare i vestiti e denudare due donne detenute in sciopero della fame. I reclusi raccontano di come una guardia abbia umiliato una delle due donne filmandola con il proprio cellulare.
Una reclusa del centro a un solidale: “Non ho mai visto tanta violenza. Picchiavano gli uomini come se fossero animali. Ci minacciavano dicendo che se fossimo tornati nei corridoi ci avrebbero ricoperti di spray al pepe. Ci serve il vostro aiuto da fuori. Non abbiamo alcun diritto qui dentro. Ci serve il vostro supporto da fuori.”

Nonostante le linee guida affermino che bambini e individui con problemi psichici non possano essere detenuti, sono costantemente disattese. In un precedente rapporto della Commissione per l'Infanzia risultava che bambini piccoli, alcuni con problemi psichici, erano detenuti “senza cura delle necessità primarie”. Nel rapporto risultavano cure negate a bambini malati, incluso uno con polmonite.   

Yarl's Wood è stato al centro di polemiche sin dalla sua apertura, con inchieste di media e resoconti ufficiali che evidenziavano razzismo istituzionale, umiliazioni e aggressioni a sfondo razziale. Nel 2006, Legal Action for Women, riportava come le recluse non potessero accedere al supporto legale degli avvocati, e fossero soggette a intimidazioni sessuali e razziste da parte delle guardie. Opuscoli che illustravano i diritti alla difesa dei reclusi furono confiscati dalle guardie dell'agenzia Serco.

Dichiarazioni dello sciopero della fame:

1)Bambini, alcuni di soli 5 mesi, si trovano malati in questo centro di detenzione. La maggior parte
colpiti da un virus, non mangiano correttamente poiché non abituati al cibo servito qui, non dormono a sufficienza, sono senza riposo e soffrono di manifestazioni di turbe psicologiche come incubi, bagnano i letti, urlano nella notte, hanno comportamenti violenti e altri eccessi come il pianto.

2) A una famiglia recentemente colpita da un lutto, che ha perso i figli il mese scorso, sono state indicati per il rimpatrio senza neanche la possibilità di salutare la tomba al cimitero di Everton, dove tre dei suoi figli sono sepolti.

3) Donne incinte, alcune con complicazioni, sono rinchiuse in totale incuranza delle proprie condizioni di salute, tra cui una che soffre di ansia e depressione.

4) Una donna sottoposta a operazione salva-vita un paio di mesi fa per una gravidanza extra-uterina è detenuta senza il tempo necessario per la convalescenza. 

5) C'è una donna epilettica che soffre di numerose crisi, fino a sei nell'arco delle 24 ore, con il solo figlio quattordicenne a prendersene cura. Gli occupanti hanno provato ad assisterla in questo periodo di difficoltà.

6) Famiglie in evidente difficoltà sono state buttate giù dai letti nelle prime ore del mattino e trasportate su prigioni mobili per lunghe ore fino all'aeroporto.

7) La detenzione continuativa comporta molto stress per le famiglie e, per questo, abbiamo deciso di sollevarci con un'unica voce e dire no alla detenzione di persone innocenti.

8) Quindi, questo è il secondo giorno di sciopero della fame continuativo. Anche questa notte [16 giugno], tutti gli occupanti, compresi i bambini, hanno deciso di passare la notte a protestare fuori in cortile.

9) Apprezziamo qualsiasi vostro aiuto o suggerimento.

Gio, 02/07/2009 – 23:12

Migranti Antirazzismo - Dal No Border Camp di Calais

Il Campo No Border a Calais, svoltosi la scorsa settimana, e' stato una grande prova per coloro che credono che la militarizione della fortezza Europa abbia da tempo superato la soglia del sopportabile.
L'associazione No Border esiste da qualche anno in Inghilterra ed e' nata per opporsi alle nuove politiche sull'immigrazione messe in atto dal governo inglese, che comprendono la costruzione di campi di detenzione ed
espulsione e una restrizione indiscriminata del diritto d'asilo sancito dalla convenzione di Ginevra.
Dal dicembre del 2008 l'associazione si e' messa in contatto con altri gruppi antirazzisti ed anarchici basati sia a Calais che nella vicina Lille per preparare il Campo e per far nascer un gruppo No Border anche in territorio francese.

A Calais la situazione dei migranti e' estremamente difficile, specialmente dopo la chiusura, nel 2007, del centro di accoglienza: i migranti, quasi tutti provenienti da paesi in cui la guerra viene perpetrata dalle stesse potenze occidentali, vivono in una boscaglia urbana soprannominata "the Jungle", sono costantemente braccati dalla
polizia e non hanno accesso diretto a servizi sanitari ne', spesso, al cibo. Le associazioni umanitarie e religiose che distribuivano pasti caldi e docce sono state recentemente denunciate per favoreggiamento all'immigrazione clandestina.

In questo contesto, il Campo No Border e' stato un momento di incontro e di aggregazione fra realta' diverse, una Babele solidale dove hanno convissuto gruppi di varia ispirazione libertaria provenienti da tutta Europa e migranti di diverse etnie, soprattutto afghani, iracheni e curdi. Alcuni hanno deciso di stabilirsi nel Campo, mentre altri partecipavano alle attivita' giornaliere e serali per poi tornare a dormire nella "Jungla".

In tutto cio', la polizia ha messo in atto le misure repressive piu' estreme verso la "comunita'" No Border, passando dal blocco non autorizzato delle strade di accesso e uscita dal Campo (col pretesto dei controlli d'identita'), al sequestro del materiale del volantinaggio (con arresto di 20 persone, rilasciate subito dopo), al mostrare i muscoli allineando file su file di CRS in tenuta anti-sommossa ai margini del Campo stesso, portandoci in molte occasioni a temere il peggio (irruzione, pestaggi, arresti in massa) che per fortuna non si e' poi verificato,
forse grazie allo sforzo collettivo di non cadere in preda al panico e al lavoro efficiente della security interna, che e' riuscita fino all'ultimo ad impedire alla polizia l'accesso al campo sotto qualsiasi pretesto.
All'indomani della manifestazione, i giornali locali si sono inaspettatamente (e opportunisticamente) schierati dalla nostra parte, forse impressionati dal dispiegamento sproporzionato di forze (elicotteri e 2500 "flics" contro un massimo di 500 partecipanti al campo e 2000 alla manifestazione) e dall'enormita' della spesa sostenuta dal Comune in vista di incidenti che non hanno avuto luogo.
Decisamente meno cordiali i giornali inglesi, che si sono dedicati a scrivere una serie di enormi cazzate come il fatto che l'obiettivo del campo fosse portare illegalmente migliaia di migranti attraverso il Tunnel della Manica (!!?) o che si siano trovate persone in possesso di spray al pepe, spranghe di ferro e di machete.
In realta' su una delle auto perquisite e' stata trovata un'accetta (hachette), oggetto la cui utilita' in un campeggio dovrebbe essere chiara a tutti.

Il prossimo No Border Camp e' previsto per agosto a Lesvos, in Grecia.

links:

http://london.noborders.org.uk/node/117

http://www.indymedia.org.uk/en/2009/06/433154.html

http://lesvos09.antira.info/

Mer, 01/07/2009 – 22:48

Roma - Vigili aggrediti da trecento rom

fonte repubblica

Porta Portese 2, trecento rom aggrediscono 8 vigili

Prima hanno rifiutato i controlli anti abusivismo, poi in 300 li hanno minacciati e aggrediti. E' successo alla periferia di Roma, nel mercato di Porta Portese 2, zona Tor Sapienza: circa 300 rom hanno circondato e aggredito otto vigili urbani, quattro dei quali sono al momento al pronto soccorso per accertamenti. Tra gli aggressori per ora sono due gli arrestati, moglie e marito, entrambi di nazionalità romena, di 28 e 22 anni.

A quanto riferiscono le forze dell'ordine, l'aggressione è avvenuta nel primo pomeriggio ai danni di otto agenti che stavano conducendo un'operazione di antiabusivismo per sequestrare materiali di risulta in vendita. Quando i vigili si sono avvicinati ai rom circa trecento di loro si sono ribellati, hanno circondato e aggredito gli agenti e danneggiato una vettura.

Lun, 29/06/2009 – 10:34

Francia - Contributo dal noborder di Calais

lille.indymedia.org
london.indymedia.org

ITA

ciao a tutti!
Vi scrivo dal noborder di calais.
È molto forte la situazione qui. Stiamo accampati con circa 200 attivisti,
800 senza documenti (tutti uomini, la maggior parte dell'afganistan, il
più piccolo che ho conosciuto aveva 8 anni e viaggiava solo...) e 2000
sbirri. Si fermano all'accampamento durante il giorno, e nella notte
partono verso il loro rendevous con i camion per il prossimo tentativo.
C'è una fila costante di profili che passano l'autostrada al lato
dell'accampamento all'imbrunirsi.
Io sto con il gruppo di primo soccorso e stiamo facendo una clinica mobile
(nel retro della mia macchina) per i migranti nella strada e nella città
tutti i giorni (il che suppone passare 5 volte per controlli di polizia
della macchina e dei documenti ogni giorno...)
Ieri ci hanno fermato con in macchina due senza documenti che stavamo
portando all'ospedale, e c'era un momento che volevano accusarci di
traffico umano. Però alla fine ci hanno detto “il nostro turno finisce
ora, buona fortuna, andatevene”

ESP
hola a tothom!
os escribo del noborders de calais.
es muy fuerte la situación aqui. estamos acampados con unos 200
"activisitas", 800 sin papeles (todos hombres,la mayoria de afghanistan,
el mas joven que he conocido tenia 8 años y viajaba solo...) y 2000
policia. se quedan en la acampada por el dia, y por la noche parten
rumbo a pie hacia sus rendevous con camiones para el proximo intento.
hay un desfile constante de silhouettas que pasan por la autopista al
lado de la acampada a la anochecer.
yo estoy con el grupo de primeros auxilios y hemos estado haciendo una
clinica mobil (en el cajon de mi coche) para los migrantes en la calle
en la ciudad todo los dias (lo que supone pasar por 5 registros del
coche y controles de papeles diarios...)
ayer nos pararon llevando a dos sin papeles al hosiptal y habia un
momento que nos iban a acusar de trafico humano. pero al final decian
"mi turno acaba ahora, teneis suerte, vayanse!"

Dom, 28/06/2009 – 08:25

Roma - Irruzione della polizia nel Cie di Ponte Galeria

Ennesima mattinata di violenza nel Cie di Ponte Galeria. Giovedi 25 giugno un recluso chiama in diretta Radio Onda Rossa di Roma per denunciare un’irruzione della polizia alla ricerca di alcune persone da, presumibilmente, rimpatriare. E poi la vita quotidiana nel lager, gli abusi della polizia, la catena di comando, l’assenza di garanzie, i vergognosi provvedimenti dei medici…

Ascolta la diretta di un recluso di Ponte Galeria al telefono con Radio Onda Rossa su:

http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/090625pontegaleria772.mp3

 

Ven, 26/06/2009 – 11:47

Chiasso - Anarchici a Festate: fango sulle autorità (dai media)

dai media....

da ticinonews.ch

Tensione sabato sera a Festate per uno striscione contro le forze dell'ordine

"Guardie di confine e Securitas torturano i migranti". Questo il contenuto dello striscione che alcuni giovani anarchici hanno dispiegato sabato, verso mezzanotte, sul piazzale del Municipio durante la manifestazione Festate.

I giovani, scrive oggi il Corriere del Ticino, volevano salire sul palco con il loro striscione, ma sono stati bloccati dagli organizzatori. Così sono andati tra il pubblico, manifestando e mostrando lo striscione. Ci sono stati attimi di tensione, ma fortunatamente la situazione non è degenerata. Il gruppetto di anarchici ha inoltre distribuito volantini contro le forze dell'ordine accusati di violenza nei confronti dei richiedenti l'asilo. "Non accetteremo più le violenze della polizia, guardie di confine e Securitas. È ora che smettano di nascondersi dietro l'anonimato delle loro divise: essi hanno nomi e indirizzi. Riprendiamoci la nostra sicurezza insieme alla nostra libertà. Rispondiamo agli attacchi".

Un altro episodio preoccupante, accaduto probabilmente durante la stessa notte, riguarda una scritta contro il razzismo e contro i pestaggi nei confronti di asilanti tracciata sul muro dell’ex sede della Polizia comunale.

"È un peccato che si fomenti in modo anonimo un odio che non esiste"
"Prima di tutto dispiace molto, perché credo che a Chiasso si fa molto da tanti anni per favorire l’integrazione dei rifugiati o dei richiedenti l’asilo". A dirlo è Nicolas Poncini, comandante della polizia comunale di Chiasso, ai microfoni di Radio3iii.
"È un peccato - prosegue Poncini - che si fomenti in modo anonimo e abbastanza violento un odio che non esiste tra popolazione, autorità e asilanti". Sulle scritte apparse sui muri nell'ex sede del comando cittadino, Poncini si dice dispiaciuto "perché poi queste scritte vengono pagate da tutta la comunità e non certo dalla polizia. Si tratta di un atto contro la popolazione intera e mi spiace che venga fatto così in modo anonimo".

22.06.09 12:30  

Anarchici a Festate: fango sulle autorità  

Giorgio Fonio e Massimo Cristinelli

Festate è stata perturbata purtroppo in parte , oltre che dal maltempo, anche da un gruppo anonimo anarchico che ha cercato di esporre uno striscione sul palco, gettando fango sull’operato delle autorità comunali e accusando le forze dell’ordine di violenza nei confronti dei richiedenti l’asilo.

Da parte nostra ci teniamo ad esprimere la massima solidarietà nei confronti di chi giornalmente si trova sul terreno a dover vivere ed affrontare situazioni difficili e talvolta anche rischiose.

Alla luce dei fatti, a cui la stampa ha pure dato ampio risalto, chiediamo allo spettabile Municipio se corrispondono al vero le affermazioni riportate dalla stampa dove viene fomentato l’odio contro l’operato delle autorità comunali e polizia nei confronti dei “migranti”. Inoltre chiediamo se l’esecutivo ha intenzione di sporgere denuncia contro ignoti sia per l’azione plateale avvenuta sabato scorso in Piazza Bernasconi sia per le scritte contro il razzismo tracciate sul muro dell’ex sede del comando della polizia.

Ma non solo. Vorremmo anche sapere come intende affrontare l’esecutivo questo crescente fenomeno di stampo anarchico, soprattutto con le scritte che appaiono un po’ ovunque sempre più insistenti e provocatorie. Infine, se il Municipio intende prendere una posizione ufficiale a difesa delle forze dell’ordine affinché le stesso possano continuare ad operare nella massima fiducia da parte delle istituzioni politiche e della popolazione.

Massimo Cristinelli e Giorgio Fonio, consiglieri comunali PPD

da tio.ch

CHIASSO
Attimi di tensione a Festate

CHIASSO - Momenti d'alta tensione sabato sera a Chiasso. Nella centralissima piazza Bernasconi, dove si stava svolgendo la 19esima edizione di Festate, un gruppetto di ragazzi e ragazze  hanno chiesto di poter salire sul palco per dispiegare uno striscione con la scritta: "Guardie di Confine e Securitas torturano i migranti".

Al rifiuto degli organizzatori la tensione è aumentata, trovando il suo apice nel momento in cui un uomo ha scattato una fotografia con il cellulare di quanto stava accadendo. Come riferisce il Corriere del Ticino, una ragazza del gruppo anarchico, ha preteso la consegna del telefonino, ma al rifiuto dell'uomo ne è nato un battibecco. I contestatori si sono poi allontanati ed hanno distribuito volantini in cui si criticano le autorità, ree, a loro giudizio, di esercitare della violenza contro i migranti.

Intanto, sul fronte profughi, arriva la conferma dell'Ufficio federale della migrazione (UFM): il centro di via Motta "verrà chiuso". Gli ospiti verranno accolti in un nuovo centro da 270 posti tra via I Agosto e via Milano. Il Municipio leonino ha annullato la procedura pianificatoria necessaria per i nuovi alloggi e chiede che la struttura venga smantellata e trasferita in un altro comune.

Foto d'apertura: Tipress / Davide Agosta

Lun, 22/06/2009 – 23:40

Bologna - Minacce agli operatori del CPT | Vermi e Manette nel CIE

Da La Repubblica di martedì 16 giugno

Minacce agli operatori del Cpt
La direttrice: "Chiediamo protezione"
I problemi però arrivano dall'esterno, con fax e lettere

«Abbiamo il fax ingorgato di volantini e lettere dove ci chiamano
assassini. E per la prima volta, dopo l' incendio alla nostra sede di
Modena, ho sporto denuncia alla polizia. Dobbiamo proteggerci. E non solo
da questo. Lavorare in certe condizioni è difficile. Penso a tanti ex
detenuti che arrivano qui dalla Dozza storditi dagli psicofarmaci, in stato
di dipendenza, e spesso il carcere non ci trasmette nemmeno le cartelle
cliniche».

Parla Anna Lombardo, direttrice del Cie di via Mattei gestito dalla
Misericordia di Modena, e per una volta - è un paradosso - pare che i
problemi all' ex Cpt arrivino più "dall' esterno", rispetto all e
lamentele degli ospiti che comunque, a dispetto dei miglioramenti
strutturali voluti dalla Prefettura, parlano di "lager a cielo aperto".
Parole forti. Di sicuro c' è che se dovesse passare la proposta di portare
da due a sei mesi il trattenimento dei clandestini nei Cie, in discussione
al Senato e contenuta nel pacchetto-sicurezza, ci saranno altre difficoltà
per gli operatori e problemi gestionali.

«Dovremo rimodulare tuttii nostri servizi- dice la direttrice - perché un
conto è fornire assistenza a chi vive qui per non più di due mesi, altra
cosa è farlo per il triplo del tempo». Novantacinque posti letto, ieri 50
uomini e 27 donne nei due settori separati da un muro, camere divise
spontaneamente per etnie, disegni e foto di giornali di moda sulle pareti
del reparto femminile, una trentina di evasi in 10 anni di attività, una
sessantina di persone al lavoro fra dipendenti della Misericordia, medici,
infermieri, psicologi e mediatori culturali.

Niente più grate sul tetto degli spazi all' aperto e nemmeno filo spinato,
ma lastre di plexiglas sulle sbarre per scoraggiarei tentativi di fuga.
Videocamere dappertutto ma non nelle stanze da letto. E fuori, quasi ogni
fine settimana, i sit in degli anarchici. Ieri, qualche protesta degli
ospiti per le cattive condizioni dei materassi nelle stanze, poggiati su
blocchi di cemento ancorati al pavimento, e per la pulizia.

Ven, 19/06/2009 – 17:24
Syndicate content
Gio, 14/12/2006 – 11:27
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