Anticarceraria e Prigionieri
Discussioni anticarcerarie, news, solidarietà, lettere dei detenuti.
Repressione antirazzisti Torino - Trasferiti Fabio e Andrea
Fabio è stato trasferito da giovedì scorso presso il carcere di Vercelli. Andrea il giorno successivo a Cuneo. Per scrivere e inviare loro telegrammi:
Fabio Milan
Casa Circondariale di Vercelli - Via Del Rollone 19 - 13100 Vercelli
Andrea Ventrella
C.C. via Roncata 75 - 12100 Cuneo
Luca resta alle Vallette di Torino
Luca Ghezzi
C.C. Lorusso e Cotugno - Via Pianezza 300 - 10151 Torino
Le urla nel silenzio - il blog degli ergastolani
Cuba - Muore dissidente cubano dopo 86 giorni di sciopero della fame
La notizia della morte del dissidente cubano Zapata Tamayo verrà
certamente utilizzata dalla destra più reazionaria per attaccare il regime
cubano. A noi di Culmine interessa sapere che un prigioniero è morto dopo
un lungo sciopero della fame, durante il quale è stato sottoposto alla
alimentazione endovenosa contro la sua volontà.
Né più né meno di quel che avviene in qualsiasi altro carcere del mondo,
indipendentemente dal colore del regime al potere.
A fuoco tutti i carcerieri, rossi o neri che siano, ed i loro Stati!
Morte allo Stato!
Per l'Anarchia!
Juan Carlos Rico Rodríguez - Sullo sciopero della fame
Documento tra la constatazione ed il giubilo
Salve a tutti, compagni. Un abbraccio fraterno. Oggi ho ricevuto informazioni sull'ultimo sciopero della fame a carattere internazionale (volantini, “Presxs a la kalle” da parte dei compagni cileni, "La venganza de Prometeo" e testi d'adesione e azioni in risposta al capitale/detenzione-morte-torture-dominio...).
Carcere - Il Ministero del Contagio
da Bello come una prigione che brucia - Trasmissione su Radio Blackout
Andiamo a parlare di carcere e AIDS. Nelle discariche sociali dello stato italiano ci sono circa 4600 persone sieropositive. Il 7% della popolazione detenuta (secondo fonti della Anlaids). E' difficile sapere quante di esse lo abbiano contratto dopo l'arresto e quante prima, in ogni caso è una percentuale infinitamente più elevata rispetto alla popolazione cosiddetta libera. Come del resto lo sono notoriamente anche le percentuali di epatiti, tubercolosi e via dicendo.
Londra - Visita all'ambasciata Greca, solidarietà a Alfredo e Christos
riceviamo e pubblichiamo
LONDRA – VISITA ALL’AMBASCIATA GRECA. SOLIDARIETA’ A CHRISTOS ED ALFREDO
Mercoledì 10 febbraio 2010, un gruppo di amici e compagni si sono recati presso l’ambasciata greca a Londra per protestare contro le condizioni detentive delle prigioni greche e per consegnare un fax al ministro greco della giustizia (vedi sotto), in cui si chiedeva l’immediata scarcerazione di Alfredo Maria Bonanno, detenuto da sei mesi con l’accusa di concorso in rapina nonostante le sue precarie condizioni di salute in continuo deterioramento. Il gruppo ha raggiunto l’entrata principale dell’ambasciata con il testo del fax, ha appeso uno striscione sulla balconata con la scritta “Fuoco alle prigioni! [in greco ed in inglese] Alfredo Bonanno e Chgristos Stratigopolous liberi [in inglese]” e ha tentato di entrare nell’edificio. Gli impiegati dell’ambasciata, che i compagni hanno visto agitarsi dietro la vetrata, si sono rifiutati di aprire la porta. Pochi istanti dopo, sono sopraggiunte cinque auto della polizia e un consistente numero di poliziotti si sono precipitati sulle scale e all’interno dell’ambasciata (pare che la simbolica immunità territoriale delle ambasciate non esista più). Fedeli al disprezzo che i governi solitamente dimostrano verso le persone che pretendono di rappresentare, gli ufficiali dell’ambasciata si sono rifiutati di prendere la lettera dei compagni. Nonostante gli sbirri abbiano intimato a questi ultimi di allontanarsi, i solidali sono rimasti sulla balconata dell’ingresso dell’ambasciata, mentre alcuni di loro distribuivano volantini e copie del fax ai passanti. Nel frattempo altri poliziotti, visibilmente armati, hanno raggiunto i loro colleghi. Il gruppo di solidali ha lasciato l’entrata dell’ambasciata solo dopo aver visto una copia del fax nelle mani di uno dei capi dell’ambasciata.
Marcello Lonzi - Intervista alla madre su ultime perizie e autoassoluzione dello stato
Nei media di regime si parla delle morti in carcere solo quando l'argomento è sostenuto da famiglie, avvocati e preferibilmente qualche aggancio politico. Poi, per la tranquillità di tutti, con la coscienza a posto, queste e altre storie finiscono accuratamente nello spazio della non-memoria, tanto funzionale alla letargia collettiva promossa dal dominio e dai suoi giornalisti. Solo la tenacia di alcune madri, di poche famiglie distrutte, persiste nel lottare senza tregua per portare alla luce la verità sugli omicidi di stato dei giorni nostri, nelle carceri, nelle camere di sicurezza delle caserme, nelle strade.
Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi, da oltre 6 anni combatte contro la violenza e l'omertà dello stato.
In questa ultima intervista tratta da "Bello Come una Prigione che Brucia" su Radio Blackout, Maria racconta dell'evolversi delle perizie sul corpo di Marcello: da quando lo volevano morto per attacco di stress, all'affermare che un secchio di plastica possa avergli sfondato la testa, passando per i dettagli emersi e celati dai medici di regime. Tutti gli aggiornamenti e le macchinazioni su una morte che dal 2003 non vogliamo dimenticare.
Bologna - Aggiornamenti antifascisti arrestati il 12/12
Ieri pomeriggio il Giudice per le Indagini Preliminari ha accettato l'istanza presentata la scorsa settimana.
Robbi, che era in carcere a Pavia, è stato trasferito agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni mentre Andrea, che era ai domiciliari, ha le firme tre volte in settimana.
Nicu rimane in carcere a Sollicciano.
per esprimergli solidarietà con lettere e telegrammi
Roman Nicusor
casa circondariale
via Minervini 2/R
50142 Firenze Sollicciano



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